Scheda: Soggetto - Tipo: Ente

Gremio dei Contadini di San Giovanni Battista

Gremio dei Contadini di San Giovanni Battista. Foto di Gianfranco Casu_SarGea. © Archivio Fotografico MuseoOristano

Il Gremio dei Contadini di San Giovanni Battista rappresenta una delle ultime realtà gremiali ancora attive in Sardegna, che dalle acquisizioni documentarie rimanda, in quanto eovluzione dell'Opera della chiesa rurale di San Giovanni Batitsta, almeno al XV secolo.

Via Aristana, 64


Lat: 39.900300 Long: 8.596903

Fondazione: XV Sec. (1400-1499)

Ad Oristano fino alla prima metà del XIX secolo, operavano ben sette gremi: muratori, calzolai, fabbri, falegnami, figoli, sarti e contadini. Ancora oggi operano in città il gremio dei muratori di Santa Lucia, quello dei falegnami di San Giuseppe e quello dei contadini di San Giovanni Battista.
Tali associazioni, nate durante la dominazione aragonese e in origine chiamate con il nome di “maestranza”, oppure “offici” o “confraria” o anche “germanidad”, solo a partire dal XVIII secolo sono attestate con il nome “gremio” derivante dall’espressione “in gremio”, che indica il mettersi “in grembo”, ossia sotto la protezione di uno o più santi patroni. È innegabile che i gremi sardi siano nati ad imitazione di quelli catalani dei quali rispecchiano le caratteristiche fondamentali adattate alla realtà locale.
L’attività di ogni gremio era interamente regolata dai capitoli del proprio Statuto; questi potevano essere modificati con decisione unanime dell’assemblea degli associati, che solitamente si teneva nella cappella o nell’oratorio della chiesa dedicata al santo patrono. Ogni associato era tenuto a rispettare determinati impegni religiosi come la conservazione del carattere confessionale del gremio, la partecipazione alle celebrazioni liturgiche, specialmente nel giorno della festa del santo patrono, la partecipazione alle esequie e alle messe in suffragio dei soci defunti, il rispetto per le solennità e le feste della Chiesa con l’astensione dal lavoro e con l’abbigliarsi in maniera elegante. L’associato doveva, inoltre, rispettare particolari impegni morali e sociali, ad esempio: condotta di vita retta, tolleranza e solidarietà tra i membri del sodalizio, rispetto per i superiori e i soci anziani, composizione rapida di ogni controversia ed infine il mutuo soccorso e l’assistenza verso i soci che si trovavano in difficoltà.
Tali istituzioni gremiali si estinsero, di diritto, a partire dalla seconda metà del XIX secolo in seguito alla legge n. 1797 del 29 maggio 1864 che abolì tutte le corporazioni. I gremi, che di fatto sopravvissero a tale legge, si trasformarono in società di mutuo soccorso mantenendo i caratteri religiosi e perdendo quelli professionali, avvicinandosi così, per tipologia e attività, alle confraternite devozionali.
Ritornando ai gremi oristanesi, e in particolare al gremio dei contadini, attualmente non si conoscono i documenti relativi alla sua origine, né si conosce il suo antico statuto ma le ricerche più recenti e lo studio dei documenti conservati nel suo archivio hanno offerto importanti informazioni circa la sua storia. Tali notizie, provenienti da alcuni documenti custoditi presso l’Archivio di Stato di Cagliari e l’Archivio Storico del Comune di Oristano, ne documentano l’attività nel Seicento, mentre, gli atti che il gremio custodisce nel suo archivio ne attestano l'attività dal Settecento. Tra questi spiccano i registri di deliberazioni riguardanti la nomina de is oberaius majoris, ovvero le massime autorità del gremio, a datare dalla seconda metà del 1800.
Pur non facendo riferimento diretto all’istituzione gremiale, si trova un interessante richiamo ai “massayus de Oristany” in un documento del 1597, pervenuto in copia del 1621, custodito presso l’Archivio Storico del Comune di Oristano. Si tratta di un tariffario che riporta i prezzi della manodopera e della realizzazione di prodotti ad opera di diverse categorie artigiane. In particolare sono già definite “maestrances” quella dei picapedrers e quella dei mestres de carros, con l’importante differenziazione dei compensi per i lavori eseguiti dai maestri e dagli apprendisti. Nello stesso documento sono inoltre indicate le tariffe per il trasporto di differenti materiali eseguiti, su carri a buoi, dai caradors massayus.
Risulta di notevole interesse un documento proveniente dal suddetto archivio comunale riguardante i festeggiamenti avvenuti nel 1722 per celebrare le nozze tra Carlo Emanuele di Savoia e Cristina del Palatinato-Sulzbach. Tali festeggiamenti, organizzati come di consuetudine dall’Autorità Civica, vedono la partecipazione dei gremi cittadini tra i quali los labradores chiamati a “correr à la estrella”. Questo dato risulta, attualmente, la più antica attestazione della corsa alla stella ad Oristano ed il suo legame con il gremio dei contadini.

 

 

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