in ecclesia Sancte Marie de Arestano
potere giudicale nel XIV secolo 201 , non appare il luogo più appropriato per conservarvi la cassa (la scelta è infatti del re e non del giudice), ma certamente l'unico a disposizione, secondo solo alla cattedrale, che in quel momento doveva risultare ancora in costruzione. Simile indizio, indirettamente, potrebbe ricavarsi da un documento del 3 aprile 1307, rogato in apotheca domus magnificorum virorum dominorum judicum Arboree 202 e non in una casa privata, in cattedrale o in altra cappella. Si tratta dell'atto con cui Bindo Porcacchia, patrono dell'Allegranza, restituisce una somma di denaro a Tingo di Gufa 203 . 1335 - 4 aprile (1336, computo pisano): Ugone II de' Bas Serra, Giudice d'Arborea (1321-1335), detta il suo testamento alla presenza degli uomini che nella massima fiducia lo hanno accompagnato in una vita illustre 204 . Due giorni più tardi risulta deceduto, come si ricava dalla lettera del principe Pietro III (1335-1347) al re Alfonso IV d'Aragona 205 . Il passaggio determinante ai fini della nostra ricerca, recita: "[…] iudicamus corpus nostrum apud ecclesiam Beate Marie civitatis nostre Arestanni sepellindum in sepulcro in et ubi antecessores sunt soliti sepelliri intus si capella nostra Sancti Bartholomei que modo hedificatur tunc completa non fuerit, sed si completa fuerit volumus corpus nostrum sepelliri in predicto sepulcro anticorum nostrorum quod volumus et mandamus reponi in dicta nostra capella […] juxta ecclesiam Beate Marie Virginis nostre civitatis Arestanni […]" 206 63 201 P. T OLA , CDS, Vol. I, doc. CL, p. 829; R.C.R ASPI , Ugone III d’Arborea e le due ambasciate di Luigi I d’Anjou ; Il Nuraghe, 1936; A. B OSCOLO , Medioevo Aragonese ; Padova, CEDAM, 1958, p. 20; M. G. M ELE , 1999, pp. 135-142. 202 F. A RTIZZU , Documenti inediti relativi ai rapporti economici tra la Sardegna e Pisa nel Medioevo ; Padova, CEDAM, 1961-1962, pp. 90-91, doc. 56; riedito in: B. F ADDA , ASS, XLI, 2001, pp. 184-185, n° LII. 203 Sulla falsariga di questa osservazione e di non dissimile documentazione, sembra di poter descrivere nuovi limiti anche per il transetto di Cagliari. Anche per queste acquisizioni sarà necessario attendere futura occasione di divulgazione. 204 F. C. C ASULA , 1990, pp. 134-162, 219-225; F. C. C ASULA , 1992, pp. 343-345, lemma 346; il documento, ricavato da una trascrizione del XV secolo, si trova in: P. T OLA , CDS, vol. I, doc. XLVIII, pp. 701-708. 205 13 aprile 1335; F. C. C ASULA , 1970, doc. 501, p. 281. 206 Si accetta qui la lezione in M. G. M ELE , 1999, p. 225, per i moderni criteri di trascrizione del più recente esame del documento.
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