in ecclesia Sancte Marie de Arestano
1324-1326 - Vengono ultimati il santuario di Bonaria 188 e il nuovo transetto della cattedrale di Cagliari, già iniziato in forme pisane ancora legate alla tradizione romanica e completato dagli aragonesi con una cappella a pianta poligonale, su modello dell'abside della nuova chiesa catalana 189 . Similitudini tra il transetto della Santa Maria di Castello e il nostro si incontrano, formalmente, nelle lesene a fasci di semicolonne, negli archetti terminali a doppia ghiera (che seguono la modanatura delle lesene) e in parte dei capitellini che le generano, con decoro fitomorfo a foglia d'acanto (in un caso a foglia d'acqua) o con racemi liberi. La speciale qualità prima del repertorio e poi del nobile marmo - oltre che dell'esecuzione - adottati per l'ornato del transetto cagliaritano sono ben lontani dal potersi assimilare a quelli impiegati a Oristano. Ciò significa che nella nostra capitale si operò medesima sintesi 190 tra novità gotica e persistenza romanica, ma "troppo tenue motivo" 191 appare per dover ammettere una imprescindibile dipendenza dalle maestranze della Santa Maria di Castello, forse le stesse del S.Francesco di Stampace 192 . La vicinanza tra le due costruzioni riguarda nello specifico il lato Sud del transetto di Cagliari - ovvero quello "aragonese", realizzato per ultimo - e alcune delle decorazioni residue a Oristano. A un'attenta analisi, però, questo risulta, esternamente, pesantemente corrotto e risarcito, probabilmente in occasione dei lavori che liberarono la celebre bifora dalle murature della dispensa dell'episcopio, nel 1912 193 . Altrettanto può dirsi di alcuni elementi delle cappelle cagliaritane, in particolar modo di quella detta "pisana". La volta a costoloni di questa, poi, nasce da peducci che terminano in semicolonne interrotte, mentre le nostre volte sono generate da peducci con ricca decorazione fito-zoo-antropomorfa. Le cornici di coronamento all'esterno della tribuna, a Cagliari, sono definite 61 188 R. S ERRA , Il santuario di Bonaria in Cagliari e gli inizi del gotico catalano in Sardegna , in: Studi Sardi, anno 1957, vol. XIV-XV, pp. 333-354; F. S. P ULVIRENTI , A. S ARI , Architettura tardogotica e d'influsso rinascimentale ; Nuoro, Ilisso, 1994, pp. 17-19, sch. 1. 189 R. D ELOGU , 1953, pp. 219-222; R. C ORONEO , 1993, pp. 202, 212-213, sch. 96, 214-215; F. S. P ULVIRENTI , A.S ARI , 1994, pp. 20-21, sch. 2; R. C ORONEO , 2006 (2), pp. 122-130; D. A NEDDA , 2012, pp. 5-34. 190 R. D ELOGU , 1953, p. 224. 191 M. M ANCONI D E P ALMAS , 1984, p. 29. 192 R. D ELOGU , 1953, p. 220; R. S ERRA , 1989, p. 114; R. C ORONEO , 1993, p. 267, sch. 148; R. C ORONEO , R. S ERRA , 2004, p. 305; R. C ORONEO , 2006 (2), p. 124. 193 M. M ANCONI D E P ALMAS , 1984, p. 70; A. M ELIS , 1924, p. 23.
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