in ecclesia Sancte Marie de Arestano
rivendicazione di un tramite certo per i prototipi dell’intero repertorio, di matrice omayade o di ascendenza bizantina 136 . Il cordolo attorto è di ampia diffusione dal VII-VIII secolo fino al XII, in frammenti di plutei su tutto il territorio nazionale, tra i quali ricordiamo quelli conservati al Museo Lapidario del duomo di Modena. Si ritrova largamente impiegato nelle modanature delle chiese romaniche corse databili al XII-XIII secolo ed è comune in altri frammenti erratici del VII- VIII secolo 137 , alla base delle lesene absidali della Santa Maria del Regno di Ardara 138 , nel pane crociato in un capitello del San Platano di Villaspeciosa 139 , nelle colonnine che costituivano un falso loggiato ad archetti tra i ruderi della Santa Maria di Paulis 140 . È da escludersi un riferimento diretto al nastro intrecciato con fori da trapanatura presente in diversi materiali del X-XI secolo 141 e in un capitello di Santa Giusta, già collocato in ambito islamico e riportato in quello pisano 142 , tra l’altro per via della "sensibilità bizantineggiante" 143 , cui i nostri frammenti sono in massima parte estranei. 53 136 Devo queste puntuali e preziose indicazioni allo stimatissimo prof. Roberto Coroneo, i cui ultimi studi si rivolgevano ormai da tempo anche all’arte delle Asturie. Rimaste inedite le sue ultime ricerche, rimando qui alla sintesi in: S. M ELE , Sculture asturiane del IX secolo, in: ArcheoArte: Rivista elettronica di Archeologia e Arte; Cagliari, 2012. 137 R. C ORONEO , Le chiese romaniche della Corsica: architettura dallʼXI al XIII secolo ; Cagliari, AD, 2006, pp. 37-44, 78, 89-91, 133-134, 147-156, 176; Motivo distintivo, tra l’altro, degli ornati lombardi, non è chiaro se debba ricondursi in questo caso a cifre pisane. 138 La cui fabbrica, conclusa nel 1107, vide operare maestranze pisane che seguivano modi lombardi, vedi: R. D ELOGU , 1953, pp. 106-109; R. C ORONEO , 1993, p. 55, sch. 9. 139 Di costruttori toscani della seconda metà del XII secolo, che seguivano "temi decorativi di forte continuità altomedievale", vedi: R. D ELOGU , 1953, pp. 61-62; R. S ERRA , 1989, pp. 42-48; R. C ORONEO , Marmi romani e decorazioni romaniche nella chiesa vittorina di S. Platano a Villaspeciosa , in: Studi Sardi, vol. XXIX, anno 1990-91, pp. 387-403; R. C ORONEO , 1993, pp. 117, 170-171, sch. 70; R. C ORONEO , R. S ERRA , 2004, pp. 256-260. 140 Anche se il motivo sembra non potersi ricondurre alle preferenze dell'Ordine Cistercense, cfr. M. C. C ANNAS in: AA. VV., Atti del Convegno di studi: I Cistercensi in Sardegna: aspetti e problemi di un ordine monastico benedettino nella Sardegna medioevale , Silanus, 14-15 novembre 1987; Nuoro, Provincia, 1990, pp. 255-256. 141 R. C ORONEO , 2000, pp. 127-128. 142 R. C ORONEO , La cattedrale di Santa Giusta: architettura e arredi dall'XI al XIX secolo ; Cagliari, 2010, pp. 161-178 e bibl. relativa, in particolare: R. D ELOGU , 1953, p. 118. 143 R. C ORONEO , 1988, p. 94.
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