in ecclesia Sancte Marie de Arestano
Le rosette, in special modo quelle con umbonatura, riportano però vagamente ai frammenti mediobizantini del cagliaritano 144 , all’ambito dei quali potrebbe doversi comunque più di un prestito, che rientrerebbe allora tra possibili "antichi moduli ornamentali bizantini" 145 . Del tutto differenti sono invece quelle a sei petali, inscritte in un esagono, come quella restituibile da un frammento di cancello presbiteriale del San Juan de Baños datato alla metà dell’VIII secolo (o più plausibilmente del IX), che rivelano insieme alle altre tracce di cornice sui lembi, rivendicandone la probabile appartenenza a un architrave o stipite di un perduto ornato architettonico. Il motivo, diffuso in molte regioni del mondo e in diverse epoche 146 , si ritrova nei monumenti del romanico sardo, tra gli altri, nel San Pietro di Sorres e nell'affine decorazione del duomo duecentesco di Cagliari 147 , entrambe predisposte per l'alloggio di tasselli policromi. Sei petali hanno i fiori corsi della cattedrale del Nebbio e del San Michele di Murato 148 , quelli, forse non ultimati, protetti dai rombi in facciata nella Santa Maria di Tratalias 149 e altri variamente collocati nella Santa Maria di Uta. Imperversa attorno alle rosette l'intaglio cosiddetto a cuneo, teso a colmare il vuoto lasciato dai fregi agli spigoli, analogamente a quanto si faceva nei plutei della Santa Cristina de Lena nelle Asturie, reimpiegati nella chiesa del IX-X secolo ma di datazione controversa. Rimane assente dal nostro corpus la foglia cuoriforme. La palmetta, o arbor vitae che dir si voglia, dove le foglie si generano da bottoncini identici a quelli del frammento in facciata e quindi frutto del lavoro degli stessi scalpellini, è tratta anch'essa da repertorio orientale, a riconferma di presupposti iconografici di 54 144 R. C ORONEO , 2000, p. 226. 145 Comprendenti le già discusse caratteristiche dell’intaglio e elementi iconografici, vedi: M. C. C ANNAS , 1992, p. 202. 146 La rosetta è frequentemente impiegata nell’arte medievale e simboleggia l’armonia celeste (Cristo); il cerchio (o la ruota) esprimono il concetto dell’eternità e del divino nella sua perfezione, vedi: M. M. D AVY , Il simbolismo medievale , Ed. Mediterranee, 1988, p. 195; G. H EINZ -M OHR , Lessico di iconografia cristiana ; Milano, IPL, 1995, p. 300. 147 D. S CANO , 1907, p. 150; R. D ELOGU , 1953, pp. 167-168, 256-257; C. M ALTESE , 1962, p. 201; R. S ERRA , 1989, p. 131; R. C ORONEO , 1993, pp. 96-97, 101, 212-213; R. C ORONEO , La cattedrale di Santa Maria di Castello a Cagliari: sculture della facciata romanica, in: Medioevo, l'Europa delle Cattedrali: Atti del Convegno internazionale, Parma 19-23 settembre 2006; Milano, Electa, 2007 (2). 148 R. C ORONEO , 2006, pp. 151, 154-156. 149 R. C ORONEO , 1993, pp. 197-199, sch. 93.
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