in ecclesia Sancte Marie de Arestano

Presentazione Con vivo piacere presento ai lettori il bel volume di studi sulla cattedrale di Oristano, e, indirettamente, sulle tradizioni religiose della città giudicale. Le ricerche sulle vicende architettoniche della nostra cattedrale, nonché sulle tradizioni religiose ad essa connesse, sono ben documentate e ricche di annotazioni interessanti. Ringrazio gli autori di queste ricerche: Salvatore Sebis, Nadir Danieli, Sebastiano Fenu, Maurizio Casu, Raffaele Cau e Enrico Correggia, nonché i responsabili dell’organizzazione del convegno, per aver allargato e approfondito le nostre conoscenze più accreditate, pur lasciando ancora aperto il cantiere per ulteriori studi e approfondimenti. Che il cantiere rimanga aperto lo attesta la conclusione del saggio del Danieli sulla rilettura delle fasi architettoniche dell’area della cattedrale nei secoli VIII-XIV, che apre il volume. Egli scrive, infatti, che “se è ancora da chiarire a quale preciso periodo debbano ascriversi i frammenti scultorei dell’area della cattedrale di Santa Maria Assunta di Oristano, così come tuttora offuscate appaiono le esatte vicende attorno alla committenza delle opere architettoniche apportate durante il medioevo arborense, non più luminosi possono dirsi i dati formali sull’arrivo del gotico in Sardegna”. La storiografia, quindi, dovrà compiere ancora molti progressi per conservare le memorie e i monumenti di questi secoli. Due indicazioni delle presenti ricerche hanno attirato particolarmente la mia attenzione: la data della dedicazione della chiesa cattedrale e l’inizio del culto del patrono della città S. Archelao. Per quanto riguarda la dedicazione della chiesa cattedrale, il Danieli scrive che secondo le trascrizioni dei sinodi del Vico (1641-1657), dell’Alagon (1672-1685) e del Masones (1704-1717), per tradizione la festa di consacrazione della nostra cattedrale, a partire dal 1228, si celebrava il 30 di novembre, in collegamento con la festa di S. Andrea, la cui invocazione era legata al suo ruolo di protettore speciale dei consigli civici. Questo dato è molto importante se lo si confronta con quello relativo alla dedicazione dell’attuale cattedrale, che, da una ricerca effettuata qualche anno fa, risulta essere avvenuta il 2 febbraio del 1745. A questo punto, potrebbe sorgere il problema su quale data privilegiare per l’inserimento ufficiale nel calendario liturgico della Sardegna. Allo stato attuale, abbiamo fissato la data del due febbraio, anticipata però a i vespri solenni del 1° febbraio, per non farla coincidere con la festività della Presentazione del Signore. Ma questa decisione potrebbe essere anche rivista se la continuità interiore dell’istituzione ecclesiale prevale sulle modifiche temporali delle sue strutture esteriori. L’altra indicazione interessante è il contributo di chiarezza sulla data di inizio del culto ufficiale di S. Archelao come patrono della Diocesi, a partire dal rinvenimento delle sue reliquie a Fordongianus. Secondo il Casu, dall’analisi delle fonti storiche, oltre all’iscrizione di Fordongianus, che pare sia scomparsa in occasione dell’invasione delle truppe francesi del 1637, il nome Archelaus non figura in Sardegna in nessun altra attestazione epigrafica o comunque scritta, né di età romana né del periodo vandalico. Più che alla conclusione IV

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