in ecclesia Sancte Marie de Arestano

Dello stesso periodo sono infatti le fabbriche del San Palmerio di Ghilarza, della Santa Sofia di San Vero Milis e del San Paolo di Milis 92 . Le maestranze operanti in questi cantieri provenivano dal nord dell'Isola 93 , e prima ancora dalla Toscana: è infatti al gusto e all'educazione pisano-pistoiese che vanno attribuiti questi interventi architettonici 94 . In particolare il San Paolo di Milis, realizzato fondamentalmente in due differenti fasi edilizie, sembra mostrare una certa affinità con la successione di lavori della cattedrale di Oristano: una prima, che interessò le fondazioni e la gran parte della struttura, riferibile alla metà del XII secolo e alle maestranze di Santa Giusta; una seconda, che può individuarsi alle quote alte, realizzata nel primo trentennio del XIII secolo e ascrivibile alle maestranze provenienti da Oristano 95 . Allo stesso momento di riqualificazione architettonica risale anche la fase più antica oggi nota del complesso del San Francesco di Oristano, prospiciente la nostra cattedrale. Monumento ben noto per le 45 92 R. D ELOGU , 1953, pp. 155-168, 245-246; R.S ERRA , 1989, pp. 139-141, 367-370; R. C ORONEO , 1993, pp. 218-221, sch. 98, 99, 100; entro la prima metà del XIII secolo, altre chiese minori vengono investite dall'attività di queste maestranze o di altre educate nei cantieri fin qui menzionati. Tra queste il Sant'Antonio Abate di Zeddiani, il San Giovanni di Zerfaliu e il San Nicola di Massama; R. C ORONEO , 1993, pp. 220, 222-223, sch. 101, 102, 103; anche nel San Pietro vecchio di Solanas, che deve le sue attuali sembianze a interventi operati dal XVI secolo in poi, è evidente una fase romanica nel prospetto, in conci ben squadrati di media pezzatura, alla base in regolare opera bicroma. È mio dovere ringraziare Roberta Pau, che con la sua collaborazione ha reso possibile l’esame di quest’ultimo edificio. 93 Tra le altre chiese in cui intervennero, si ricorda anche il Sant'Antonio di Salvenero; R. D ELOGU , 1953, pp. 163-164; R. C ORONEO , 1993, pp. 145, 148, sch. 53; e il San Lorenzo di Rebeccu (corsivo mio); R. C ORONEO , 1993, pp. 189, 194-195, sch. 92. 94 R. D ELOGU , 1953, pp. 147, 150, 155-168; R. C ORONEO , 1993, p. 96, 101, 198; viene di consueto portato ad esempio il San Giovanni Fuorcivitas di Pistoia, il cui paramento bicromo risulta realizzato alla metà del XII secolo; M. M ANCONI D E P ALMAS , 1984, pp. 7-9. 95 R. D ELOGU , 1953, pp.164-165; R.S ERRA , 1989, pp. 367-368; R. C ORONEO , 1993, pp. 218-219, sch. 98.

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