in ecclesia Sancte Marie de Arestano
manoscritto conservato alla Biblioteca Universitaria di Cagliari 87 , si rilevano alcuni tratti della cattedrale romanica. La chiesa ha pianta "in forma di croce" per via dell'innesto del transetto gotico nei primi decenni del XIV secolo 88 , ma il corpo longitudinale, risultante ancora dal primo impianto dell'XI-XII secolo, è intatto 89 . La descrizione, molto particolareggiata, ci fa sapere infatti che internamente i setti divisori sono ancora dati dalle robuste colonne che reggono l'apparecchio murario e il soffitto a capriate lignee; l'opera, all'interno e all'esterno, è in cantoni calcareo-arenari e trachitico-basaltici disposti a filari alternati, che danno la bicromia 90 . Quello descritto dall'Aleo altro non è che il paramento bicromo acquisito dalla cattedrale oristanese sul principio del XIII secolo coi lavori conclusi nel 1228, terminus ante quem accettato anche per altri simili cantieri dell'Arborea 91 . 44 87 J. A LEU , Sucessos generales de la isla y reyno de Sardeña , vol. II, 1684, vol. II, 1684, c. 971; il passo è stato variamente riproposto. Per i migliori criteri di trascrizione, si riporta M. G. M ELE , 1999, p. 224: "[…] Esta Iglesia en su architectura muestra ser obra de Pisanos como la demas Cathedrales de la Isla. Trazeronla espaciosa, alta y capaz en forma de cruz con tres naves que las dividen dos ordinas de colunas de una pleza de piedra muj fuerte, con sus arcos de selleria que sustentan las paredes y el maderaje del texado de la misma Iglesia. Toda la obra dentro y fuera es de cantos quadrados de color blanco colorado y nigro, entraverados con tal arte y prima y que muestra haver sido edificio y obra Real muy vistosa y primorosa […]". Già nella relazione del marzo 1642 dell’arcivescovo Pietro de Vico (1641-1657), illustrata in questo volume da S. Fenu, si legge: “[...] Estque dicta Metropolitana ecclesia insignis et grandis in modum crucis fabricata, chorum a tergo altaris majoris, sacellaque duo a latere dextro habens [...] sinistroque latere duo habet alia sacella, cum multis aliis per totam dispersis ecclesiam sub diversis titulis et invocationibus [...]”. 88 R. D ELODU , 1953, p. 223; M. M ANCONI D E P ALMAS , La cattedrale di Oristano , in: Studi Sardi, nn° 12-13, 1954, 33-69; M. M ANCONI D E P ALMAS , 1984, pp. 17-37. 89 Anche se, come dimostrano gli studi di R. Cau e S. Fenu nel presente volume, certamente si praticarono delle brecce nel paramento murario medievale per ricavare delle cappelle, almeno a partire dal secolo XVI, unitamente ai lavori già documentati di coro e sagrestie nel secolo seguente, vedi: M. M ANCONI D E P ALMAS , 1954, pp. 52, 61, nn ° 5-6; M. M ANCONI D E P ALMAS , 1984, pp. 53-58. 90 Numerosi risultano i cantoni e conci squadrati, di taglio romanico, in ambo i materiali, reimpiegati nell’area della cattedrale a cominciare dall’attuale prospetto. 91 R. C ORONEO , 1993, pp. 217-218.
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