L’origine è la meta

43 C’è un bellissimo, minuscolo lavoro che considerare bozzetto sarebbe im- proprio – I confratelli bianchi (1950) – dove la sinuosità larga e ascendente della pennellata costruisce l’immagi- ne sulle sole dominanti del bianco e dell’azzurro. Sono due figure viste di spalle, sorprese come da uno scatto fotografico che le ravvicina schiac- ciandole l’una sull’altra, quasi, ap- punto, per un effetto da teleobiettivo. Non c’è insomma “racconto”. Esiste e s’impone di prepotenza, il solo sguardo, che ha ancora una volta deciso senza esitazioni. È questo il Contini che d’ora in avan- ti ci aspetta, quello che sa, per averlo sempre saputo, che in pittura non esi- stono gerarchie della visione. Che è sempre questione di come e non di quello che si dipinge, se ser- visse ricordarlo. Pagliaccio, 1960, olio su tavola, cm 33x29

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