in ecclesia Sancte Marie de Arestano

IV. La fase edilizia del primo trentennio del XIII secolo: In questi anni è attiva la nuova fabbrica della cattedrale di Santa Maria Assunta 78 : non sappiamo con precisione quando si avviarono le riparazioni dell'edificio, che come abbiamo visto era ancora in piedi e non del tutto perduto. Sarebbe ad esempio utile dimostrare in che misura la presenza di Guglielmo (scomparso nel 1214) determinò la fretta o invece la lentezza nell'avvio dei lavori, oppure, come suggerito dalla confusione nella successione degli arcivescovi, quale di questi si adoperò per primo per la riparazione della sua chiesa cattedrale. Di questo edificio e della nuova fase edilizia abbiamo due testimonianze fondamentali: la fonte epigrafe dei picchiotti e la descrizione del padre Jorge Aleo. I picchiotti o battenti bronzei 79 , ornati da protomi leonine, ci informano - così come fecero per tutti gli storici che si apprestarono a raccogliere delle notizie sul duomo 80 - sul completamento e la riconsacrazione 81 della nostra cattedrale romanica. Rinvenuti nell'Ottocento, conservati in diversi ambienti e oggi col tesoro del duomo, costituiscono un unicum nel patrimonio artistico medievale sardo 82 . Una iscrizione percorre in circolo i dischi 83 : 42 78 D. S CANO , 1907, pp. 315-319; R. D ELOGU , 1953, pp. 164-165, 245-246; R. S ERRA , 1989, 139-141; R. C ORONEO , 1993, pp. 214-215, sch. 97. 79 Che alimentarono per decenni una rovente questione storiografica, i cui principali riferimenti si trovano in: G. S PANO , BAS, 1864, pp. 165-167; F. C. P ABA , 1956, pp. 4-8; R. B ONU , 1959, pp. 32-33, nt. 21; O. A DDIS , I borchioni bronzei del duomo di Oristano , in: Archivio Storico Sardo, anno 1964, vol. XXIX, pp. 285-322; R. B ONU , 1965, pp. 93-99; O. A DDIS , La Nuova Sardegna, 1966, nn° 131, 157; R. B ONU , E a dir Sardegna… ; Cagliari, Fossatro, 1969, pp. 91-98; R. B ONU , 1973, p. 20-21, nt. 30; magistralmente riassunti in: M. M ANCONI D E P ALMAS , 1984, pp. 73-76, nt. 2-3. 80 Ibidem. 81 S. A. S CINTU , 1873, pp. 38-40. 82 Che ben valse, seppur ormai lontana nel tempo, la notorietà raggiunta grazie alle mostre in tutta Europa - Parigi, Bordeaux, Barcellona - e al catalogo curato da Raffaello Delogu nel 1952, vedi: R. D ELOGU , Mostra di antica Arte Sacra, 5-20 settembre 1952, Cagliari, 1952; D. P ESCARMONA , Considerazioni in margine ad alcuni problemi offerti in discussione dalla mostra , in: Cultura quattro-cinquecentesca in Sardegna: retabli restaurati e documenti; Cagliari, Soprintendenza, 1984, pp. 58-59; M. P ALLOTTINO , Arte in Sardegna ; Milano, Electa, 1986, pp. 173-174; R. S ERRA , 1990, p. 28. 83 Se ne da qui nuova trascrizione in quanto quelle proposte finora risultano tutte divergenti.

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