in ecclesia Sancte Marie de Arestano
che troveremo tra i più frequenti nei documenti medievali arborensi), conserva l'atto di donazione da parte del giudice Comita 44 e dell'arcivescovo Pietro 45 di alcuni possedimenti arborensi al San Lorenzo di Genova. È un indice degli stretti rapporti di alleanza intrapresi nel XII secolo tra l'Arborea e Genova, che desteranno presto la preoccupazione del comune dell'Arno 46 . I plutei altro non erano che la recinzione presbiteriale del duomo romanico. Questo primo tempio aveva dimensioni non dissimili da quelle delle altre maggiori cattedrali dell'Isola edificate nello stesso lasso di tempo e da maestranze della stessa educazione, come il San Gavino di Porto Torres, il San Simplicio di Olbia e la suffraganea oristanese, Santa Giusta, nel centro omonimo 47 . I citati fusti e capitelli reggevano le arcate a tutto sesto dei setti divisori, generando gli spazi della navata centrale coperta in legname e delle navatelle, forse voltate a crociera 48 . L'asse longitudinale, già orientata a Sud-Est come mostra la successione delle fasi edilizie, terminava con abside semicircolare divisa in specchi da semicolonne e arcatelle, tra le quali si interponevano forse piccoli capitelli marmorei come a Santa Giusta e Terralba 49 , dei quali uno potrebbe risultare il terzo esemplare, stavolta d’esecutore romanico, conservato in Seminario 50 . Alla stessa collocazione cronologica (fine XI- principio XII secolo) potrebbe ascriversi uno dei frammenti venuti alla luce nella più recente fase di restauri del duomo: si tratta dell'ultimo 36 44 F. C. C ASULA , 1984, p. 167, II, n° 2. 45 R. B ONU , Serie cronologica degli arcivescovi d'Oristano ; Sassarri, Gallizzi, 1959, p. 22; M. V IDILI , Cronotassi documentata degli arcivescovi di Arborea: dalla seconda metà del secolo XI al concilio di Trento ; Oristano, Edizioni l'Arborense, 2010, pp. 31, 61. 46 F. A RTIZZU , 1973, pp. 20-23; S. P ETRUCCI , 1988, pp. 12-13; F. C. C ASULA , 1992, pp. 322-324, lemma 329; G. G. O RTU , La Sardegna dei Giudici ; Nuoro, Il Maestrale, 2005, p. 220. 47 R. D ELOGU , 1953, pp. 113-129; M. M ANCONI D E P ALMAS , 1984, pp. 9, 13; R. S ERRA , 1989, 144-156, 184-212, 322-329; R. C ORONEO , 1993, pp. 15-25, sch. 1, 68-69, sch. 11, 79-81, sch. 14. 48 L’ipotesi è confermata, oltre che dai dati raccolti nel lavoro di M. M ANCONI D E P ALMAS e dalla descrizione del padre Jorge Aleo (si veda la nota 92), da un documento illustrato da Sebastiano Fenu nel presente volume. Nelle Relationes ad limina Apostolorum , dalle quali ricaviamo quella dell’arcivescovo Bernardo Cotoner (1664-1671), vediamo infatti che “[...] Corporiquae ecclesiae adherent duae naves [...]” . 49 R. C ORONEO , 1993, p. 78, sch. 12. 50 Già attribuito a qualche falso loggiato del prospetto romanico, vedi: M. M ANCONI D E P ALMAS , 1984, p. 77, nt. 9; misura h 0,24 m x ø 0,16 m.
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