in ecclesia Sancte Marie de Arestano
in mancanza di una indagine stratigrafica più approfondita non è possibile al momento stabilire se questo muro abbia una qualche relazione con la costruzione della scalinata oppure se vi preesistesse. Le strutture murarie sono emerse a breve distanza dalla scalinata, sul lato NE (settore D), allo stesso livello del piano di calpestio da questa raggiunto. Si tratta di due brevi tratti murari rettilinei di diverse dimensioni e costruiti con tecnica diversa (fig. 18) . Il primo tratto, lungo m 2,75 e largo da m 0,80 a m 0,65, si conserva con una altezza di m 0,30 e appare costruito con pietre di basalto di media dimensione unite con malta di fango. Il secondo (US 25 e 26) (fig. 8) si addossa ortogonalmente al precedente, pressoché nel suo punto intermedio; esso ci è pervenuto con una lunghezza residua di circa m 3,00, essendo stato distrutto, sul lato opposto, dall'escavatore.Visibile nella sezione C, presenta una fondazione scavata a sacco, larga m 1 e profonda m 0,70, formata da grossi blocchi di basalto cementati con malta magra di calce. Su questa poggia un muro a vista largo m 0,46, conservatosi per un’altezza di appena m 0,15 e costruito con piccole pietre e mattoni cotti murati con calce. Più a est, a una distanza di circa m 2,50 da queste strutture e in asse con le stesse, è stata evidenziata la parte residua di un ambiente, presumibilmente quadrangolare, quasi del tutto distrutto dal mezzo meccanico (settori A e D; sez. C e D) (fig. 18) . Del perimetro residuano parzialmente due lati consecutivi, individuabili nella trincea di spoliazione dell'elevato e della fondazione dei muri, mentre internamente all'ambiente si conserva una parte dell'originaria pavimentazione in mattoni cotti (US 31) 12 , che si sovrappone a uno strato di allettamento argilloso (US 32) misto a frammenti ceramici, spesso mediamente m 0,20 (figg. 8-9) . La quota del pavimento risulta più bassa di m 1,25 rispetto a quella del sagrato superiore, accessibile dalla scalinata. Di fronte a questa è stato parzialmente messo in luce, con piccoli saggi, uno spiazzo con pavimento in terra battuta in leggera pendenza verso l'attuale piazzetta dell'episcopio con la quale in origine doveva formare un unico piazzale (settore B) (fig. 18) . Lo strato di terra battuta (US 2), spesso fino a un massimo di m 0,20, si sovrappone ad un altro più sottile di calce che ricopre i depositi del V-VI sec. d.C., come si può notare dalle sezioni A e B del settore A (figg. 6-7). 13 12 I mattoni (17 integri e 11 frammentari), allineati su tre file parallele, residuano su una superficie di m 2,20 x 1,25, avendo mediamente le seguenti dimensioni: cm 37 di lunghezza, 19 di larghezza e 4 di spessore. Prodotti con un impasto ricco di tritume di paglia e di inclusi silicei, presentano superfici porose e di color rosso vivo. Sulla superficie superiore si notano delle striature e ad una estremità appare ricorrente un segno lineare arcuato, inciso col dito.
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