L’origine è la meta
25 rimasto addosso per sempre) e spin- gerlo a guardare oltre i confini insu- lari. Anche se prospettive e garanzie concrete per il momento non se ne vedevano. L’autosufficienza continua comunque a manifestarsi come voglia di libertà, benché l’artista non potesse ancora ammetterlo. La bohème , che la si fa solo se si è giovani, diventa allora passo obbligato quando a motivarla è quel tanto di romantico che riesce an- cora a spendere, soprattutto se l’aspi- rante artista viene dalla provincia. Venezia non è Parigi, ma la Biennale ne fa un prestigioso palcoscenico per l’arte di tutto il mondo. E poi non è escluso che, come città d’acqua, fosse habitat antropologicamente affine al giovane transfuga sardo. Saranno, come già sappiamo, sette anni, dal 1925 al 1932, interrotti dai frequenti rientri ad Oristano. Anni comunque fondamentali per la svolta di una pittura assai avanzata rispetto ai tempi anagrafici dell’artista, pittura che ora necessita di luce atmosferica, Studio per la decorazione di Santa Maria Maddalenadi Uras, 1933 ca., carboncino, cm 42x36 Allegoria Arborense , 1933-1937, (Chiesa della Vergine delle Grazie di Solarussa)
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