IL MONUMENTO A ELEONORA D’ARBOREA

Il monumento a Eleonora d'Arborea

IL MONUMENTO A ELEONORA D’ARBOREA
Donna, Madre ma soprattutto Regina
Oristano, 11 giugno 1860 – 22 maggio 1881

 

Al Consiglio Comunale di Oristano, l’11 giugno del 1860, in un suo intervento il Cav. Enna Floris proponeva: di innalzare un bel meritato sasso” , per ricordare Eleonora d’Arborea.

Ci vollero venti lunghi e travagliati anni per conoscere tale sasso…

Comitati su comitati, alcuni formati da personaggi illustri di metà ottocento appartenenti al mondo politico e alla nobiltà di tutta la Sardegna.  Oltre ad Oristano se ne formarono a Sassari, Tempio, Ozieri, Alghero, Nuoro Bosa, Iglesias, Samatzai, Quartu, Macomer, e ancora nella penisola come a Torino, Livorno, Milano, Brescia, Pisa, Napoli, Vercelli, Palermo, Catania, Alessandria e altri ancora.

Dal 1864, ai comitati si uniscono i sottocomitati delle cosiddette patronesse con l’impegno di organizzare raccolte fondi e di oggetti per una lotteria pro monumento; i più formati da nobildonne di quella genuina aristocrazia sarda.

La presidenza del comitato delle patronesse fu assunta da Sua Altezza Reale la Duchessa di Genova, in accoglimento delle suppliche delle gentildonne cagliaritane.

Gli oggetti offerti per la lotteria furono tanti che si rese necessario compilarne stamparne addirittura un catalogo; nell’Isola la risposta fu più vasta e più sincera, perché si trattava di onorare l’eroina sarda per antonomasia, l’unica regina ammirata e amata spassionatamente anche dal popolo ed entrata a far parte delle leggende e della sua cultura.

Al 28 Febbraio del 1868 i doni raccolti e catalogati ammontavano a 711; da vassoi in fine cristallo a portagioie in argento, ancora ritratti di Re e bottiglie di vino pregiato per un valore allora stimato di oltre diecimila lire.

Contemporaneamente alla ricerca dei fondi, si indisse un concorso tra artisti sia della Sardegna che della penisola dopo che il comitato promotore aveva curato un progetto a cui ispirarsi; durò quasi vent’anni il lavoro prima di giungere alla realizzazione dell’opera e alla inaugurazione del monumento.

Da quel lontano 22 maggio 1881 sono trascorsi circa 130 anni e la nostra saggia Regina in tutto questo tempo ha assistito pazientemente a tanti avvenimenti che sono accaduti ai suoi piedi; molti momenti tristi ed altri più felici, come ascoltare discretamente le mille chiacchiere degli oristanesi che per decenni si sono accomodati sui gradini che coronavano il suo marmoreo piedistallo.

Sotto di lei sono passati il Papa, il Re, il Duce, i tanti Sindaci della città e ancora sfila il grande corteo guidato da Su Compidori…

Ci vorrà un altro moderno comitato affinché la nostra bella città si abbellisca con un degno monumento a lui dedicato?