Il monumento ad Eleonora d’Arborea

-  96  - Per queste ragioni invita il preopinante a voler ritornare su d’una delle altre piazze. Protesta il consigliere Sanna che, eliminata questa, non trova altra piazza atta allo scopo che si ha. Si chiede l’erezione del monumento, non lusso: dunque non farsi troppe difficoltà; impossibile il passo indietro che si chiede. Il preopinante, osserva il consiglie- re Sulas, ha eliminato, e con ragione, la piazza Eleonora, la piazza Martini, la piazza Mariano e passando troppo alla sfuggita sulla piazza Scolopi, è andato a fermarsi nella piazza Mercato. Perché andarsene nei borghi e non trovare il luogo conveniente entro città? A lui pare che con pochi adattamenti il monumento si potrebbe far sorgere nella piazza Scolopi e ne fa perciò una ufficiale proposta, ritenendo questa piazza la meglio adattata dal lato del decoro e dell’economia. Il consigliere Manca trova disadatta allo scopo la piazza Mercato e desidera conoscere dal Sulas, se intendeva collocare il monu- mento nella piazza Scolopi colla sola occupazione del cortile Spano ed in questo caso riescirebbe indecente, o col farvi anche l’apertura della strada ed allora sarebbe un’o- pera dispendiosa. Il consigliere Sanna Podda poi dissente dalla piazza Scolopi, perché ivi non sarebbe né piazza né strada, ma un meschino viottolo, dove per sopraggiunta la statua sarebbe schiacciata dal campanile del duomo e non potrebbe mai formarsi una piazza. Insiste perciò nel proporre un nuovo studio della piazza Mercato per ve- dere di adattarle a quest’uso, anche con qualche piccolo inconveniente, purchè non si oltrepassi la spesa di ventiquattro mila lire. Fa osservare il consigliere Parpaglia che finora il Consiglio nel trattare di questa pratica non ha deliberato che sospensioni; ora che si è risoluto di troncare gli indugi, si vuole nuovamente sospendere; e perché? non per studiare una località nuova, ma quella stessa che fu più volte studiata da ogni lato e sempre respinta. Il concetto del Consiglio dev’essere unicamente quello di collocare il monumento in un punto, dove col tempo sia possibile la formazione della piazza. Rie- piloga le considerazioni fattesi su ciascuna delle piazze indicate, pone in rilievo quelle che valgono per la piazza Scolopi, fa notare che questa ha tutti i requisiti per divenire una piazza decente ed appoggia per ciò la proposta del consigliere Sulas. Il consigliere Tuveri propone una nuova sospensione ed invitarsi i due Comitati ed un Ingegnere di Cagliari per un nuovo studio allo scopo di liberare l’Amministrazione comunale da tale imbarazzo. Il consigliere Manca cerca combattere la proposta del consigliere Sulas, dimostrando che la località da lui proposta non può mai diventare una piazza, che l’altezza degli edifizi circostanti farebbe sparire il monumento e finisce col proporre che, non volersi collocare entro la piazza Eleonora, ciò si faccia fuori Porta Mari. Cerca combattere anche l’opinione del consigliere Tuveri; ma veggendo che va assottiglian- dosi il numero dei consiglieri ripresenti, protesta di non voler votare in pochi un affare di tanta importanza e si ritira anch’egli dalla sala. (precedentemente si erano allonta- nati il Corrias, l’Orrù ed il Carta) Il consigliere Parpaglia propone perciò soprasseder- si sino alla susseguente adunanza e questa proposta viene approvata ad unanimità, mandando ad avvisarsi a domicilio i consiglieri assenti. Nell’adunanza del secondo giorno, presieduta dallo stesso consigliere anziano, Busachi avv. Giuseppe, aperta la discussione, il consigliere Seu dice abbastanza antica la questione del Monumento ad Eleonora d’Arborea, eppure non ancora deliberata per l’ostacolo ora del denaro ora del decoro. Ricorda ch’egli stesso veniva incaricato di trattare con un privato per la cessio- ne d’un fabbricato e gli fu tolta anche la soddisfazione di riferirne il risultato. Ora pre- gato per lettera, di cui dà lettura, ha l’onore di presentare un nuovo progetto di quel cittadino istesso, Alfonso Defenu, col quale cedesi al Comune per l’uso suddetto tutta la casa posta in piazza Città, detta del conte Paderi, ora posseduta dallo stesso Defenu, per la somma di lire dodici mila, pagabile in dodici annualità eguali maturate coll’inte- resse a scalare del cinque per cento esente qualsiasi imposta e con facoltà al Municipio di pagarne, a piacimento, una, due o più rate sempre che lo ritenga nel suo interesse. Il consigliere Manca trova vantaggiosa questa proposta. Assunto l’impegno, ei dice, il

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