Il monumento ad Eleonora d’Arborea
- 94 - d’Oristano, che per organo dei loro presidenti invitano nuovamente l’amministrazione comunale a troncare gli indugi ed a risolvere il difficile problema collo stabilire la piaz- za e l’innalzamento della statua in tempo prossimo, ritenendo che, se pel Municipio è questione d’onore e dignità, per loro è affare di moralità, non potendo altrimenti render conto delle somme raccolte e versare che coll’erezione del monumento. Fa leggere questo memoriale e dichiara aperta la discussione. Il Consigliere Parpaglia dichiara ch’egli non dovrebbe al riguardo parlare, avendo per lui parlato i Comitati d’uno dei quali fa parte: vorrebbe che parlassero gli altri; ma non può dimenticare i motteggi cui fu fatto segno il Municipio e lo stesso paese. Ricorda che il maggior ostacolo e ciò che ha fatto sospendere per tanto tempo l’esecuzione di quest’opera, è stata sempre la questione finanziaria. Ora non vi ha miglior mezzo per trarsi d’impaccio che evitare le spese di lusso e le feste le qua- li potrebbero rimandarsi al giorno in cui sarà inaugurata l’apertura dell’intera rete fer- roviaria. Fa perciò voti che il Consiglio definisca d’una volta questa pratica. Il Consigliere Manca, constatando pur esso che l’indugio e la sospensione provengono dalla mancanza di mezzi, desidera conoscere se questa causa sia rimossa cioè quale sia lo stato attuale delle finanze comunali, fin dove si estendono le spese pel monumento anche nel modo più economico; perocchè ama bensì il decoro, ma ha maggior riguardo alla miseria e la stes- sa eroina Eleonora, se vivesse, non permetterebbe sciuparsi le sostanze del Comune in un opera di lusso, quando il popolo languisse nella miseria. Da sapersi inoltre quale sia la piazza da adottarsi e quali le spese per l’erezione del monumento, perché possa giudicar- si se le condizioni comunali permettano di sobbarcarvisi. Il Sindaco osserva che la piazza da scegliersi sarà deliberata dal Consiglio, che da questa scelta dipenderà la maggiore o minor spesa e la somma allogata nei bilanci dal 1874 al 1879 inclusivamente quale fondo preparatorio per quest’opera ascende a lire ventiquattromila. Il preopinante Man- ca dice non doversi ne potersi fare assegnamento sulle somme bilanciate, non essendo esse in cassa ne facili da esigersi; cui risponde il Sindaco che i residui vanno bel bello esigendosi e ch’è appunto con essi che in quest’anno si è potuto tener fronte a tante spese straordinarie sia per l’attuazione della legge sulla istruzione obbligatoria sia per le ope- re pubbliche aperte per trovar lavoro ai poveri; è infine con tali residui che si ha ferma fiducia di far onore agli impegni che il comune deve soddisfare alla scadenza dell’anno. Il Consigliere Parpaglia inoltre fa notare che nessuno meglio del Consigliere Manca può conoscere l’attuale stato finanziario del Comune, di lui ch’era revisore dell’ultimo conto consuntivo, discusso dal Consiglio solo appena poche sere. Ma v’ha ancora di più: egli, confondendo i residui attivi coi passivi e dicendoli di difficile riscossione e per ciò stesso da non potervisi fare assegnamento, e in aperta contraddizione con se stesso, perocchè in una delle precedenti adunanze e precisamente in quella sulla chiusura del bilancio pel 1879, niegava il suo voto alla proposta della giunta municipale, perché sopra le ventotto mila lire applicate ai residui volea pure si aggiungessero le quindici mila d’eccedenza, ciò che addimostra che mentre allora era convinto della riscossione di questi residui, oggi invece mostrasi del tutto sfiduciato. Il Consigliere Parpaglia ritiene possibile l’esazione dei residui e nelle peggiori ipotesi sempre facile un’operazione di credito senza molti aggravi; crede che la spesa per la sole opere indispensabili non possa arrivare a quella in bilancio di lire venti quattro mila e che per conseguenza devesi rimuovere qualunque ostacolo, essendosi impegnati l’onore e il decoro del paese. Il Consigliere Manca vuole insistere sulla necessità di conoscersi apriori gli estremi da lui proposti; ma il Sindaco richiama il Consiglio sul vero stato della questione, se cioè debbasi ancora mantenere la sospensione o riprendere la pratica sull’erezione del monumento ad Eleonora d’Arborea. Richiamata la discussione su questo terreno, il Consigliere Manca propone doversi rive- nire. Questa proposta è appoggiata dal Consigliere Sanna Podda, ciò esigendo, com’egli dice, il voto dei Comitati, del paese, della nazione. Cessato l’ostacolo, l’impegno assunto deve soddisfarsi. Crede la somma allogata nei bilanci più che sufficiente al bisogno ove si
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