Il monumento ad Eleonora d’Arborea

- 89  - 5. Piazza Martini Come spesso accade tra i due litiganti il terzo gode. Una delle vecchie idee dell’ammini- strazione, quella di avere un municipio degno dei nuovi tempi, con una adeguata piaz- za della Città, prevedeva l’acquisto della casa dei conti Paderi. A questo proposito già nel 1858 si ebbero delle interlocuzioni per la sua acquisizione 175 con l’ultimo conte di Sant’Anna, Maurizio Paderi Areso. L’idea venne accantonata per la poca chiarezza circa la proprietà. Gravava infatti sul palazzo una ipoteca che lo stesso conte aveva firmato in favore della sorella a tacitazione della parte di eredità spettantele. Nel 1859, da anni era morta la sorella Geltrude e l’erede designato Alfonso Defe- nu non aveva compiuto la maggiore età; anche per questo motivo il progetto venne accantonato. I meeting e la petizione dei cittadini del 1873 portarono ad un vero stallo. L’impasse sulla scelta del luogo ove erigere il monumento viene risolto nella seduta del Consiglio Comunale con una repentina svolta. Il 19 ottobre 1874 176 , stan- chi dei continui rinvii, il Corrias ed il Parpaglia pretendono che il Consiglio in quella seduta prenda una definitiva decisione e portano ai voti la loro proposta di Piazzale degli Scolopi. Il risultato della prima votazione assegnerà quattro voti alla Piazza della Città e Piazza Martini, tre alla Piazza Mariano ed un astenuto. Ripetuta la vota- zione, i tre voti consiglieri pronunciatisi per piazza Mariano dirotteranno il loro voto per piazza Martini che quindi risulta la sede prescelta. La proposta Cadolini, che tanta popolarità ha avuto tra i cittadini oristanesi pare possa accontentare tutti: Ma ora non si ha in Oristano una piazza municipale, né le finanze pubbliche permetto- no gravi spese per averla, ciò io ammetto ad anzi è principalmente per tale argomento che fondo la mia proposta di una piazza del Comune da nomarsi Eleonora d’Arborea, e da aprirsi ove oggi si ha il quadrivio, piuttosto che piazza, direzione di San Domenico. L’acquisto dei cortili dell’antica casa dei conti Paderi sarebbe per ora sufficiente, presen- tando spazio conveniente sia per il monumento che per una fontana, e quando con ben tenua spesa si provvedesse ad un giardino circostante al monumento stesso, sarebbe an- che decoroso, perché con ben intesi gruppi di alberi si potrebbero cuoprire le deformità degli edifici circostanti. Col tempo poi, quando le finanze municipali fossero ristorate si potrà demolire anche la casa Paderi, e si potranno eseguire tutti gli altri rettilinei che sono segnati nel [foglio] che unisco per maggior chiarimenti del mio concetto. Se poi l‘acquisto dell’intera casa Paderi fosse per il municipio di non troppo grave as- sunto, allora il monumento sarebbe a farsi non ove è segnato in [foglio], ma come vi è indicato da stella a raggi rossi, corrispondente agli assi della piazza del municipio e della nuova piazza Eleonora, quindi in ogni punto visibile. In altri tempi si potranno eseguire le demolizioni pure [ in foglio ] segnate a giallo, e si potrà abbellire la piazza col decorare il fianco quivi prospiciente del palazzo del Carmine e col fabbricare il teatro, desiderio degli oristanesi, sulle rovine del convento dei Domenicani per modo che la sua facciata rivolta alla piazza ne aggiunga ornamento. Facondi oratori discussero già in pubblica adunanza, con abbondanza di argomenti e venustà di forma l’argomento che io qui presi a trattare, e mi sia perdonato volli prender la parola forse ripetendo cose da altri meglio esposte. 175 ASCO S.S., Deliberazioni Consiglio Municipale, fasc. 756, seduta del 17 dicembre 1858. 176 ASCO S.S., Deliberazioni Consiglio Municipale, fasc. 768, cc. 216-216v, seduta del 19 ottobre 1874.

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