Il monumento ad Eleonora d’Arborea

-  88  - Insomma studiando un piano di ornato, parte del quale dovrebbe avere una immediata attuazione, e parte una più lontana, si potrebbe avere qui un sito assai bello che sareb- be onore ad una piccola città come Oristano. Nè si creda strano di collocare una statua fuori per così dire dalla città. Riflettasi che se ora verrebbe ad essere oltre la cinta, in breve potrebbe essere in mezzo all’abitato. Ad ogni modo non sarebbe questo il primo, nè l’unico esempio. Chi scrive si limita a citare fra le altre la statua di bronzo che la città di Pesaro ha scelto al sommo suo concittadino Gioacchino Rossini e che sorge precisamente presso la stazione ferroviaria. Posta a poca distanza dalla zona fortu- nata entro la quale si eserciterà il maggior movimento dell’isola, visibile anche senza entrare in paese, la grande corrente dei cittadini, che una volta ultimata la nostra rete passerà nei pressi di Oristano, potrà tutta ammirare le sembianze di quella donna che ha onorato non solo la sua patria, ma tutta l’umana specie nei tempi tenebrosi e brutali del medio evo. Quel sasso verrà spesse volte a trattenere sul labro di molti ignoranti o superficiali il dileggio e l’ironia di cui non poche volte abbiamo sentito la frusta avvelenata; e quando altro affetto non producesse sarebbe già gloria bastante per la città di Oristano. 173 L’idea del Vivanet di collocare il monumento al di fuori della cinta muraria (nell’at- tuale rotonda di piazza Manno) è funzionale al concetto di modernità razionale cara in quel periodo ai nostri protagonisti: Corrias ha appena ultimato la sua resi- denza, affidando la progettazione al Cima; il Cadolini sta lavorando al piano d’or- nato, esperienza che gli tornerà utile nella realizzazione della ristrutturazione del Corso Vittorio Emanuele di Bosa; il Cao si preoccupa ad una alternativa di collega- mento dalla piazza Imbarcadero (l’attuale piazza Ungheria) al nuovo centro della città (ora piazza Manno) ipotizzando che, a togliere il rione Su Brugu dall’isola- mento a cui era relegato fino ad allora, sarebbe stata la realizzazione di una larga via, quella che poi sarà la attuale via Othoca e parte di via Solferino, che partendo da piazza Sant’Efisio, costeggiando le mura a sud della città terminasse in piazza Comita (l’attuale rotonda di via Cagliari). Il Vivanet d’altro canto riprende le proposte fatte all’Amministrazione dal Ca- dolini che prevedevano lo sviluppo economico della città a sud, collegando il porto di Oristano, da ubicarsi nello stagno di Santa Giusta, per tramite di un canale con molo scaricatore distante solo 900 metri dal convento dei Cappuccini ove sarebbe sorta la stazione ferroviaria. Fatta salva la città medioevale senza interventi demo- litori in piazza Eleonora, individua la piazza Comita e ne propone l’ampliamento con la presenza di un giardino fiorito all’interno del quale collocarvi la statua. Tra la fine del 1875 e i primi del 1876, a seguito di accese discussioni in con- siglio comunale, si opta per piazza Eleonora, prendendo a modello l’ipotesi del defunto architetto Cao. Gli studi e i disegni dell’ingegnere civico Salvi 174 , gli unici presenti nell’archivio storico del Comune, sono presentati nella seduta del 3 gen- naio 1876. Su richiesta del Prefetto vengono inviati alla Deputazione provinciale, poiché interessata una strada nazionale ed una pubblica piazza a cui seguirà un diniego, motivato da motivi economici e di sicurezza che renderanno vana questa proposta. 173 Relazione Vivanet appendici documentarie p. 244. 174 ASCO S.S, cart. 1611, fasc. 6384, c. 115, lucido piazza Eleonora.

RkJQdWJsaXNoZXIy MjA4MDQ=