Il monumento ad Eleonora d’Arborea
- 86 - 4. Piazza Eleonora (Piazza Manno) La possibilità che questo sito potesse essere il luogo deputato all’innalzamento del monumento fu il motivo del ritardo con cui la Giunta ed il Consiglio presero la deci- sione finale. Per almeno quattro anni la municipalità decise di non decidere, bloccata come era da un Consiglio spaccato. Da una parte i favorevoli: l’architetto Cao, gli avvo- cati Busachi e Manca, il farmacista Seu, dall’altra i contrari: Peppico Corrias, Salvatore Parpaglia, Antonio Chicchi, Mameli Dettori. Nella già ricordata riunione del 13 gennaio 1873 le ragioni dei favorevoli, forti di una petizione popolare, sono illustrate dal vec- chio architetto Cao: proposi già altra volta la piazza di cui non senza principi storici ben deste il nome di PIAZ- ZA ELEONORA credendo sapere cosa sia una piazza, non potrei di certo farvi gran lode di essa ritengo però che fra le altre proposte, questa possa di preferenza meritare quel nome. Io ne presentai già al pubblico uno schizzo di disegno 171 , ed ora la presento a voi onorevoli colleghi, affinché possiate a tutti bell’aggio esaminarlo. Per collocare opportunamente un monumento, bisogna innalzarlo in quel luogo appunto in cui maggiormente puoi ricorda- re le gesta più eminenti. Io non insegno certamente a voi la storia dell’eroina, voi in vece l’insegnate a me; ma non credo, ciononostante, che possiate additarmi altra località in cui possiate dire, qua fece una tal cosa: quando invece il locale che io vi propongo, ne ricorda il suo …, da quella parte e non d’altra ella entrò trionfante da quella battaglia in cui dimostrò di quali maschie virtù era fornita; quella piazza, dopo eseguito lo spostamento dell’attuale strada, portandola rasente il carcere, facendola sortire ove è la torre: per la parte storica dunque, quanto per la parte estetica ben chiaramente vedete che fra tutte le altre questa da me proposta meriterebbe la preferenza. Entriamo poi nella parte economica, credo che da voi stessi possiate ravvisare la tenue spesa che vi si richiede, ma solo credo utile il dirvi, che lo spostamento dell’attuale strada, con pochissima aggiunta di ciottoli, l’acquisto del magazzino dell’avvocato Manca, il materiale del quale, risarcirebbe porzione della som- ma d’acquisto, non chè l’acquisto di quella parte sporgente dal magazzino del signor Tolu qualche altro piccolo accessorio, l’ammontare da calcolo assai approssimativo potrebbe essere dalle 7 alle 8/mila lire. Si dirà da taluno, come si disse già “il monumento non stareb- be bene di prospetto alle carceri” compatirete mia ignoranza; io non so concepire il perché non avvenga, né quale possa esserne lo sconcio e mi pare che per l’atteggiamento stesso della statua, non sia affatto sconfortante allo stabilimento carcerario. Vi dirò d’altronde che in quel prospetto non vi esistono carcerati e di più l’alberatura che fiancheggerebbe la statua, l’acciecherebbe quasi completamente… Aggiungo inoltre a ciò, che la piazza che vi propongo, essendo in un locale, dirò vergine e di aria la più pura di tutto il rimanente della città, a preferenza di qualunque altro punto della medesima è suscettibile di miglioramento massimamente se subordinato ad un ben strutturato piano d’ingrandimento. 172 L’intervento del Cao evidenzia come la discussione sulla ubicazione del monumento nasconde in realtà una visione complessiva dello sviluppo urbanistico della città che cozza prepotentemente contro quella sostenuta dal De Castro, Corrias e Parpaglia e che ha tra i suoi paladini l’ing. Pietro Cadolini e lo storico Vivanet; quest’ultimo infatti osserva : 171 ASCO S.S., Cart.1611, fasc. 6384, c. 37. 172 ASCO S.S., Deliberazioni Consiglio Municipale, fasc. 768, c. 192v, seduta del 19 novembre 1873.
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