Il monumento ad Eleonora d’Arborea
- 84 - 3. Piazza Mercato Tra le piazze esistenti ad Oristano, quella detta del mercato (l’attuale piazza Roma) fu presa in considerazione dalla Commissione istituita dal Comune e subito scarta- ta da tutti i componenti; queste le osservazioni del Vivanet: ...La piazza mercato, essendo senza contrasto il sito più frequentato d’Oristano ed il punto d’incontro di due importantissime strade, si presenta naturalmente come lo- calità che potrà essere pure opportuna. Diffatto, quando venisse isolata la notevole torre che sorge sovr’essa fossero ultimate le fronti degli edifici al tenore dell’adottato piano Bonino, si eliminassero quegli indecenti casotti che ora servono agli usi del mer- cato, sostituendovi una qualche analoga costruzione in ferro, senza una grande spesa si potrebbe giungere ad ottenere qualche cosa che meriterebbe il nome di piazza. Anzi la gaiezza del sito, e l’esservi già una forma di concetto architettonico sviluppato con linee determinate finirebbe quasi di persuadere chi scrive essere questo uno dei luoghi piu’ opportuni, tanto più che la presenza di quella torre ricondurrebbe lo spettatore ai tempi andati, lo costituisce in uno stato ideale molto propizio a gustare l’idea rap- presentata dal monumento. È spiacevole dover notare anche qui gravi inconvenienti, avvengiacché alla spesa che a far bene non può essere esigua, all’essere quasi sparito lo zoccolo degli edifici secondo il progetto Bonino. Stante la susseguita elevazione del suolo stradale, si aggiunge lo svantaggio di essere questa la residenza abituale del mercato e quindi difficilissimo il mantenere in essa quella pulizia e decoro, che sarebbe richiesta dalla presenza di un opera d’arte che hassi motivo a credere riuscirà degno dell’eroina cui e consacrata. 168 Così il Cadolini: Credo respingere la piazza del Mercato perché troppo ingombra, e perché la Gran Tor- re schiaccerebbe, quasi direi, il monumento. L’ingegnere comunale Salvi: Piazza Mercato non presenta che lo spazio superiore, di faccia alla Chiesa di S. Seba- stiano ed anch’essa obbligherebbe delle seguenti opere: 1° demolizione del terrapieno che ora esiste 2° demolizione delle case a destra della chiesa. 3° regolazione della fac- ciata della chiesa e fare in modo che i proprietari al lato destro distruggano e rifabbri- chino quelle casupole che vi esistono. Solo a queste condizioni questo punto potrebbe essere adatto sotto l’aspetto estetico . 169 L’architetto e consigliere Cao non la prende nemmeno in considerazione appun- tando tutta la sua attenzione ad altra piazza. Certo è che le negative osservazioni fatte dal Comitato per il monumento, nella persona del suo Presidente influenzano non solo i tecnici ma anche la pubblica opinione. Dice infatti il De Castro: Collocando [il monumento] nella piazza mercato figurerebbe meno, perché parrebbe schiacciato dalla torre, e la statua s’impicciolirebbe davanti a quella torre gigante. E poi che strano concetto non sarebbe quello di metter l’illustre eroina a guardia dei meloni, e dei citrioli! In ciò non vi sarebbe serietà, né decoro . 170 168 ASCO S.S., cart. 1611, fasc. 6384, cc. 25-28. 169 ASCO S.S., cart. 1611, fasc. 6384, cc. 29-32. 170 ASCO S.S., cart. 1611, fasc. 6384, c. 12, Lettera del 14 dicembre 1872.
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