Il monumento ad Eleonora d’Arborea

-  82  - 2. Piazza Mariano Niente era cambiato nella parte nord- est della città da quando il Casalis descrisse Oristano nel suo famoso dizionario: tra le molte paludi aperte intorno alla città era a pochi passi dalle mura e tra le case del sobborgo della Maddalena quella che diceano Cea de Cucu dell’area di circa sei sta- relli 162 , dove l’alluvione confluiva da luoghi d’intorno un po’ più alti, e stagnava perpe- tuamente. Nell’inverno vi nuotavano molte folaghe ed altri uccelli palustri, nell’estate dava origine a infiniti sciami di grosse velenose zanzare, intollerabile tormento di tutti i cittadini nella notte, ed esaltava miasmi così fetidi che ammorbavano l’aria d’intor- no a gran tratto e offendevano anche l’odorato men gentile. Le rane con incessante assordante gracidamento cantavano a prossimi funerali de passeggeri incauti. Il Re vide questo gran pantano 163 , intese con la sua malignità, vedendo che facilmente per un piccol canale poteva prosciugarsi commise l’opera al già più volte nomato Vincenzo Licheri; il quale bene meritava ancora sopprimendo a sue spese il maggiore elaborato- rio della infezione dell’aria oristanese. 164 Il canale costruito dal capitano Licheri nulla potè nella disastrosa alluvione del 9 dicembre 1860 quando l’onda di piena, travolgendo quanto trovava sul suo cam- mino, raggiunse, nei quartieri vicini alle chiese di Santa Caterina e San Sebastiano ed alla stessa torre di Mariano l’altezza di oltre un metro. Il costo complessivo dell’intervento viene stimato in 12 mila lire. I consiglieri comunali nella seduta straordinaria del 17 gennaio 1873 165 , pur avendo presenti le condizioni della piazza “ per l’ingente spesa e per la formazione di tanti acquedotti s tterranei, dovendo dare risposta alle pressanti richieste dello Scultore Cambi e porre fine alle sollecitazioni del De Castro e del Satta Musio, voteranno a maggio- ranza: con sette favorevoli (Tuveri, Orrù, Seu, Arduino, Chicchi, Dettori, Manca), uno contrario (Cao), ed uno astenuto (Busachi) verrà scelta la piazza Mariano qua- le sito adatto al nuovo monumento, parimenti viene dato incarico all’ingegnere civico di predisporre i disegni e di spedirli prontamente allo scultore. La riorganiz- zazione viaria fece presto desistere l’amministrazione 166 . Nel 1875 il consigliere Carta Schirru riproporrà senza successo la piazza Ma- riano quale luogo dove erigersi il monumento: “ per compensarsi i borghiani che in fatto di opere pubbliche furono fin qui dimenticati .” 167 Riprendendo quanto soste- nuto dall’architetto Cao nella sua relazione del 1873: per CEA CUCU, sulla quale, come ben sperimentaste venne inondata ad ogni pioggia al quanto dirotta diventa in trafficabile e quindi al tempo stesso che si compirebbe ad un debito verso gli abitanti dei sobborghi, ripeto fino ad ora dimenticati, si otterrebbe due diverse comunicazioni alla stazione. sistemate la strada che da S. Efisio prende la strada detta di Maistru Lorenzu, oppure vico balli e mettetela in PORTA MARI per la BARBA CANI la di cui lunghezza quasi uguale a quella da detta chiesa a PORTA GRANDE di (metri) 960. 162 Uno starello è pari a mq. 3.986,75. L’area in questione è un po’ meno di 2 ettari e mezzo. 163 L’autore si riferisce alla visita di Vittorio Emanuele alla città di Oristano avvenuta nel 1806. 164 Cfr. G. Casalis, D izionario geografico storico - statistico - commerciale degli stati di S.M. Il Re di Sardegna. 165 ASCO S.S., Deliberazioni Consiglio Municipale, fasc. 768, cc. 166-166v, seduta del 13 gennaio 1873. 166 ASCO S.S., Deliberazioni Consiglio Municipale, fasc. 768, c. 192v, seduta del 19 novembre 1873. 167 ASCO S.S., Deliberazioni Consiglio Municipale, fasc. 772, c. 5, seduta del 2 dicembre 1875.

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