Il monumento ad Eleonora d’Arborea
- 80 - Gerolamo Beretta Salvatore Pinna Cappai, Bonaventura Verdura, Giovanni Massid- da, Salvatore Bardino, Benedetto Casu, Nicolò Remerciaro, Diego Contini; i possi- denti terrieri Efisio Carta Coro, Francesco Carta Marongiu, Salvatore Matta, Salva- tore Pinna, Francesco Carta Carta; i contadini Giovanni e Salvatore Perria; i maestri Francesco Sanna e Salvatore Manca; gli avvocati Efisio Bichi, Antonio Meloni Atzori, Salvatore Saba, Giuseppe Luigi Salis, Luigi Pinna Cappai. La Curia al completo (ad eccezione dell’arcivescovo Sotgiu rappresentato dal cancelliere ed eminenza grigia Agostino Poddighe). I sacerdoti Antonio Mura, (primo firmatario) Giuseppe Demar- tis, Federico Falqui, Salvatore Garau, Domenico Piras, Salvatore Camedda, Sisinnio Melis, Filippo Bodano, Giuseppe Vargiu, Francesco Sanna, Giovanni Lepori, Salva- tore Pili, i canonici Francesco Matzeu, Salvatorangelo Scintu, Felice Enna, Antonio Putzolu, Giovanni Stefano Corrias, Salvatore Dearca, Salvatore Murru, Serapio Carta, Tommaso Bichi. I teologi Giuseppe Marras, Angelo Ligas, Giovanni Marras, Battista Serra, Michele Pintor, Domenico Decastro. Il professor Cosimo Mossa Dettori. Il frate conventuale Antonio Rosas. A distanza di qualche giorno l’ingegner Vivanet consegna in Comune una relazio- ne datata 27 dicembre 1872, indirizzata al presidente del Comitato promotore ed al sindaco Corrias . … chi scrive unitamente al Signor Egidio Salvi ingegnere municipale, al Signor architetto Cao, membro della Giunta, ed al Signor Ing. Cadolini che casualmente si trovava ad Orista- no, formando quasi una specie di commissione tecnica, si passò nella sera del 23 corrente a visitare le diverse località più indicate per accogliere le sembianze monumentali dell’illu- stre donna legislatrice e guerriera… Per stessa ammissione del Vivanet ben presto l’incarico, all’apparenza semplice, dell’individuazione di un luogo consono e decoroso, rispettoso delle poche finanze a disposizione del bilancio dell’amministrazione comunale, darà corso a polemiche pe- tizioni e contenziosi per circa nove anni. Fu proprio il limite finanziario e mal celate ambizioni personali a rendere annosa, complessa e non priva di frizioni la scelta. Ven- nero prese in considerazione le piazze esistenti e su quattro si rivolse l’attenzione dei Consiglieri comunali e dell’ufficio d’arte che si susseguiranno negli anni. Le relazioni 159 custodite nell’Archivio storico del Comune di Oristano bene rendono l’idea della portata delle problematiche che videro fronteggiarsi “i partiti” oristanesi. Al di là dei diversi e distanti modi di pensare appare evidente che alla base ci fossero scelte urbanistiche cruciali per il futuro della città. Il nodo gordiano era la ufficializ- zazione del nuovo potere politico e amministrativo con la creazione del nuovo centro della città finora occupato dall’arcivescovado e dalla cattedrale, simboli dell’ Ancien Régime . Storicizzare il contesto del periodo giudicale, collocando la statua di Eleonora dinnanzi alla sua reggia è un modo per ridurne la potenza simbolica, meglio se poi l’ingiuria del tempo ricordasse comunque che tutto passa, o se vogliamo dirla in altra maniera con la locuzione latina tanto cara al clero del tempo: Me ento, homo, quia pul- vis es, et in pulverem reverteris . Non era tanto dove, ma il perché dovesse collocarsi la statua perciò, all’esaltazione simbolica viene contrapposta la scontata identificazione storica. Quanto questo pericolo fosse avvertito come reale dalla Curia ne è riprova la firma della petizione di gran parte degli ecclesiastici e religiosi di Oristano. 159 Le relazioni dei tecnici. Vedi appendici documentarie p. 244.
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