Il monumento ad Eleonora d’Arborea
- 79 - 1.1 La petizione dei cittadini Per contrastare l’esito delle assemblee popolari nasce un comitato di cittadini che ri- unisce tutto il mondo clericale, qualche deluso dalla piega che stanno prendendo gli eventi, a cui si aggiungono i proprietari di immobili prospicienti Porta Mari. Tutti ben determinati a far pendere la bilancia a favore della piazza Eleonora e all’uopo predi- spongono una petizione: Onorevoli Signori Consiglieri del Comune di Oristano Quantunque intima sia la convinzione che prescelti voi all’onorevole incarico di consiglieri comunali porrete ogni studio onde tutelati siano gli interessi dell’amministrazione a voi af- fidata in una a quegli dei vostri concittadini, perdonate, se oggi i sottoscritti hanno creduto necessario di indirizzarsi a Voi. Hanno essi l’animo perplesso temendo che, a vista dello strano apparato delli diciotto gennaio corrente, in cui congregata in un meetings si disse la popolazione d’Oristano, e da questa accettato il rovinoso progetto per lo chè atterrata la casa Defenu e quella dove funziona ora la corte d’Assise, casa monumentale per Oristano, ivi si debba piazzare Il Monumento ad Eleonora d’Arborea venga meno il vostro coraggio nel respingerlo quando sarà sottoposto al giudizio vostro, od errati che tenue possa essere la relativa spesa per parte del Municipio, o che l’attuazione di esso sia nei voti della citta- dinanza oristanese. È vero che ad onta di quanto Voi ripetutamente dichiaraste floride si fossero in quel giorno le finanze Municipali: ma se ciò fosse assolutamente vero, potreste Voi permettere che si sciupino le forze del Paese in inutili spese ed in rovinosi progetti? Ma voi sapete quanto sia esagerata quell’asserzione, e ben ne persuade il ricordo dell’ultimo prestito 1872 esaurito in massima parte nel pagamento di debiti del Comune, il risultato dell’ultimo bilancio Comunale, e più che tutto le misere condizioni in cui ad onta degli sfor- zi vostri versa il Paese pieno di pozzanghere, privo di strade decenti all’interno, e mancanti affatto di vie trafficabili alla campagna che un grandioso progetto d’una piazza grandio- sa, per un monumento se tali sono le condizioni economiche della città? Come potreste Voi accettarlo nella vostra coscienza? A voi non manca senno e giudizio per provvedere convenientemente alla bisogna, e conservando i rapporti della storia della grande eroina, trovare una località degna del suo Monumento senza mancare ai debiti riguardi, alle con- dizioni finanziarie del vostro Municipio. Se lo credete conveniente, appoggiati al parere di valente tecnico, potreste scegliere laddove ebbe Dessa la sua Reggia. Se con ciò temete di venir meno all’alto sentimento di gloria e grandezza della vostra eroina quando in piazza modesta farete sorgere il suo glorioso monumento. No: Dessa che si accontentava di fissar là la sua reggia, e reduce da gloriose battaglie, o sapiente legislatrice al savio governo dei suoi popoli, non sdegnerà di certo di aver ivi il suo monumento. Nella modestia anzi di quella piazza Dessa sarà nuovo esempio e sprone ai suoi cittadini virtù con dirvi chè la savia economia è legge di un buon governo. 158 Le 214 firme in calce alla petizione certificata dal notaio Felice Manca Onida por- tano allo scoperto uno dei “partiti” che dividono la città al cui capo troviamo il giu- dice Francesco Spano, il barone Tommaso Enna, il consigliere comunale Giusep- pe Busachi che raccolgono consensi tra i notai Giuseppe Denti, Felice Manca Onida, Efisio Mocci, Francesco Barracciu, Raffaele Serra, Sisinnio Falqui, Vincenzo Mur- gia, Efisio Luigi Manca, Salvatore Saba, Giovanni Salis; i medici Agostino Floris, Raimondo Carboni, Giovanni Dessy; gli ex sindaci Gaetano Gallisay e Gaetano del Giudice; i commercianti Gennaro Galasso, Raimondo Cordiglia Melchiorre Mameli e 158 Petizione cittadini. Vedi appendici documentarie p. 250.
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