Il monumento ad Eleonora d’Arborea
- 77 - stretto, come oggi è, a designare il luogo in cui dev’erigersi questo Monumento, senza perdere di vista la piazza Eleonora per la quale molti, anche Ingegneri, convengono nel caso si dovesse trasportare verso via Cappuccini la Stazione della ferrovia, che ivi a preferenza debba collocarsi, formandovi dirimpetto un giardino pubblico, il primato di quell’idea è dovuta esclusivamente al consigliere Chichi, deliberi in quest’adunanza che tenuto conto degli ostacoli che si presentano per le altre località, della maggior spesa che occorrerebbe, mentre le finanze comunali non sono in grado di sopportarla, designa provvisoriamente la piazza Mariano. Sorge il Consigliere Cao a far osservare che la maggior difficoltà in questa pratica fu sempre trovata nel difetto del denaro e che sebbene le condizioni non siano mutate, pure in luogo di una ora si propone la sistemazione di due piazze. Addimostra l’inaccettabilità di questa proposta. Replica il consigliere Dettori e fa osservare al preopinante che la designazione della piazza è divenuta oggi una necessità pel Municipio e che perciò non potrebbe farne a meno se per poco considerasse lo scultore ne desidera il tipo e che v’ha bisogno di molto tem- po a far gli studi di sistemazione ed a finir la pratica per l’appalto e per l’esecuzione dell’opera. Il consigliere Cao dichiara inutile per lo scultore il tipo della piazza, tanto più se si vuole prestar fede a quanto si dice che la statua è già modellata. Il consi- gliere Manca osserva al Dettori che egli ammette in parte ed in parte rifiuta quanto scritto nelle citate lettere e con questa divisione gli riesce facile l’appoggiare il suo ragionamento, ma se ritiensi per fermo che quelle lettere sono si scritte per eccitare il Consiglio a deliberare, certo è che il suo ragionamento deve cadere. Non così avviene però delle ragioni del consigliere Cao; avvengnachè che le medesime basano sul sodo: esse si fondano sul contratto stipulatosi tra il Comitato di Cagliari e lo scultore, per cui le condizioni opposte in quel contratto non possono venir meno certamente pel difet- to di presentazione del tipo d’una piazza. Combatte energicamente la proposta della piazza Mariano per l’ingente spesa che vi occorrerebbe e per la formazione di tanti acquedotti sotterranei che vi si dovrebbero fare, i quali creerebbero al Comune una passività annua non indifferente. A questo riguardo dichiara l’ingegnere civico che nel- la piazza Mariano occorrerebbero cotali acquedotti anche quando non vi si collocasse il Monumento: il consigliere Manca però risponde che allora ammetterebbero almeno dilazione. Propone quindi che almeno per risparmio di spesa si stabilisca la piazza Mercato. Il consigliere Busachi invece dopo aver combattuto la proposta della piazza Mariano, perché luogo soggetto ad inondazioni, perché troppo malsano, perché di con- tinuo passaggio del bestiame, perché non vi occorrerebbero meno di 25 o 30/ mila lire la quale non potrebbe il Comune procurarsi da oggi al maggio dell’anno 1874 in cui si calcola di erigersi questo Monumento, propone di differirsi qualunque deliberazione al riguardo. Il Dettori combatte ancora la proposta del consigliere Manca per la piazza Mercato per cui occorrerebbero spese maggiori che per quella di Mariano e dice che non debbono spaventarsi della questione finanziaria dapporchè se si delibera oggi, rimane il tempo per pensare anche alla moneta. Replicano i consiglieri Cao e Busachi insistendo sull’inutilità di fornire il tipo della piazza e conchiudono per la sospensione o perché si designi piazza Eleonora. Chiusa per tal modo la discussione, è messa a partito per alzata e seduta la proposta del consigliere Dettori intorno alla risposta da farsi ai cavalieri De Castro e Satta Musio ed il consiglio l’approva unanime, astenutisi dal votare i consiglieri Busachi e Cao. Si viene poi a votare collo stesso metodo, senza però che alcuno siasi astenuto la proposta sospensiva, e questa và respinta con voti sette contro due.
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