Il monumento ad Eleonora d’Arborea

-  72  - Alla base di questa differenza di vedute vi era la problematica delle tre e: efficien- za, efficacia, economicità, tesi sostenuta da Pietro Cao, Francesco Spano, Giusep- pe Busachi spesso collidenti con l’organico disegno culturale e politico voluto dal Comitato per il Monumento con in testa il De Castro ben sostenuto da Peppico Corrias e in parte da Salvatore Parpaglia. Simbolo di speranza e di libertà avrebbe dovuto essere il centro della nuova Ori- stano che si stava delineando con gli interventi urbanistici di natura pubblica, ma anche quelli di carattere privato, uno su tutti il nuovo palazzo Corrias. Testimonianza di una sacralità laica la cui collocazione doveva essere nei luoghi dove veniva esercitata la giustizia, il governo della città e l’educazione culturale. Questioni non di poco conto la cui discussione coinvolgerà presto tutta l’ élite ori- stanese, le nuove strutture organizzate (la SOMS) e amici oristanesi vecchi e nuovi (Pietro Cadolini, Filippo Vivanet). Il Comitato presieduto dal De Castro aveva individuato fin dal 1863 145 , ben prima che venisse svolto il concorso e si fosse pronunciato il Giurì, il luogo ove collocare la statua: Estratto di deliberazione - Convenuto il Comitato per un monumento ad Eleonora d’Ar- borea colla Presidenza del Canonico Cav. Salvator Angelo Decastro e coll’intervento dei Signori Corrias Cav. Giuseppe, Enna Floris Cav. Francesco, Carta Cav. Efisio, Ravot avvocato Michele, Spano avv.to Francesco, assenti gli altri membri, e coll’assistenza del sottoscritto Segretario. Il Presidente chiama l’attenzione del Comitato sulla necessità di esprimere il suo avviso sul luogo in cui deve collocarsi in questa città il Monumento, ricorda che veni- vano incaricati di scegliere il sito più adatto alcuni tecnici ma costoro non essendosi accor- dati tra loro non hanno potuto rispondere al mandato. Lo stesso Presidente fa conoscere essere comunicato dalla parte più intelligente del paese che il Monumento venga collocato nell’area che ora è occupata da un giardino di pertinenza della famiglia Spano comprando ove occorra parte dei cortili annessi, formandosi così una piazza che abbia lo sbocco di- rimpetto alla Cattedrale, quel sito si presenta il migliore e perché il più centrale, e perché circondato dai migliori edifizi e starebbe il monumento rimpetto al palazzo destinato per l’istruzione e forse sede del Municipio. Apre la discussione il Cons. Ravot si associa all’avviso del Presidente perché in quel punto può dirsi che trovasi la più bella parte degli edifizi civili del paese. Il cons. Spano opina che il Monumento sorgisca [Sic!] rimpetto a quella casa che la tradizione e la storia ci addita come la sua Regia, ma non insiste molto sulla proposta dopo che dal Presidente fu osservato che di quell’edificio antico poco rimane, e tanto poco che non ha richiamato neppure l’attenzione del La Marmora, il quale fu diligentissimo nella ricerca delle nostre antichità, venne altresì dal Cav. Corrias e da altri osservato che dovendo erigersi in quel punto un nuovo stabilimento carcerario furono distrutti quegli avanzi, e non sarebbe troppo normale che il monumento sorgesse in quel punto. Dopo al- cune osservazioni di alcuni altri membri il Comitato all’unanimità accettava la proposta del Presidente deliberando di doversi collocare il monumento in una piazzetta da formarsi nel punto su indicato, rivolgendosi all’Amministrazione Comunale. Perché vengano fatti gli studi per la regolarità della piazza ove deve collocarsi il Monumento e dar celere cor- po agli incombenti tutti necessari per la volontaria cessione dell’uso di privata proprietà, 145 ASCO S.S., cart. 1611, fasc. 6384, cc 1-5, lettera comitato del 24 ottobre 1863 (in realtà il verbale allegato è successivo, la datazione più certa è tra il 1866, anno in cui subentrano Francesco Spano e Pietro Cao, e la fine del 1867, per la presenza del consigliere Michele Ravot che verrà surrogato in febbraio del 1868, data compatibile inoltre visti gli accenni all’erigendo carcere mandamentale che sarà ultimato nel 1869).

RkJQdWJsaXNoZXIy MjA4MDQ=