Il monumento ad Eleonora d’Arborea
- 71 - CAPITOLO TERZO Tra modernità e tradizione 1. La ricerca della piazza adatta Da qualche anno Oristano si sta velocemente trasformando in moderna e ridente cittadina del Regno d’Italia; una rodata e ben assortita classe dirigente ha colmato il vuoto lasciato dalla Chiesa Arborense in seguito alle leggi Siccardi, Cavour e Rattaz- zi: ne ha preso il posto nella pubblica amministrazione, nell’istruzione, nella politica e nella cultura; il “grande vecchio” Salvator Angelo De Castro vigila attento sulla sua amata patria. Con l’arrivo della ferrovia lo spazio ed il tempo si sono ridotti e il movimento delle persone e delle idee è sempre più evidente, gli oristanesi incominciano a prendere confidenza con la Banca Agricola Arborense di recente istituzione. Peppico Corrias è alle prese con il Cima per via dell’ampliamento del suo palazzo e dal gennaio del 1874 il teatro SanMartino si riempie ad ogni rappresentazione teatrale emusicale affinando il gusto degli straripanti spettatori. Il direttore del ginnasio, Giuseppe Antonio Caironi è il reggente della biblioteca civica che apre al pubblico il giovedì e la domenica. Il presidente della filodrammatica Efisio Carta, è il proprietario degli stagni di Cabras, mentre il commerciante Onorato Arduino è a capo della SOMS. Giovanni Busachi, noto non solo per le sue collezioni d’antichità, in particolare quelle prove- nienti da Tharros, prosegue senza sosta le sue attività filantropiche spendendosi per la nascita del ricovero di mendicità. Ricopre la carica di Sindaco il cavalier Gavino Campus. Da ottobre dello stesso anno reggerà il Comune il Consigliere anziano Fran- cesco Tuveri fino al luglio 1875, quando viene sostituito dal nuovo sindaco Peppico Corrias. Salvatore Parpaglia, eletto parlamentare per la prima volta il 20 novembre 1870, si prepara alle nuove elezioni dell’8 novembre nel collegio di Oristano dove verrà riconfermato. Dopo una vacatio lunga dodici anni l’Arcidiocesi arborense ha un nuo- vo pastore: il conservatore Antonio Sotgiu. Il tessuto economico di prevalenza agro pastorale, viene innervato dal commercio, soprattutto quello rivolto all’estero, che giustifica la presenza di sei vice consolati (Francia, Inghilterra, Spagna, Danimar- ca, Svezia e Germania). Il centro economico della città è piazza Mercato, ove sono ubicati i tre alberghi cittadini, e la piazza della Città dove hanno sede le tre banche cittadine. La via Dritta e la via Tirso sono rallegrate da otto bar e da due pasticcerie. Il problema più annoso che l’Amministrazione dovette affrontare fu, senza dub- bio, quello dell’individuazione di un luogo consono alla collocazione del monu- mento in onore di Eleonora d’Arborea. Due schieramenti contrapposti si diedero battaglia nel Consiglio comunale e nella pubblica piazza, coinvolgendo in maniera eclatante anche i cittadini oristanesi. Fu una questione fondamentale per i risvolti politici ed ideologici che erano alla base di questa iniziativa. Da una parte il parti- to filogovernativo e dall’altra i liberali: questi due schieramenti, alternandosi alla guida della città, contribuirono da una parte a protrarre per oltre cinque anni la sua definitiva collocazione, dall’altra a tener accesa la questione monumento.
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