Il monumento ad Eleonora d’Arborea

- 69  - A nulla valsero infatti le proteste dell’artista fiorentino, inchiodato dalla convenzio- ne firmata nel 1872, che lo obbligava all’esecuzione delle due lastre di bronzo sui disegni del Marghinotti. Gli venne inoltre rifiutata la possibilità di sostituirli con degli elementi in marmo: Riferisce il sig. sindaco che il Cav. Ulisse Cambi, autore del monumento ad Eleonora, volevasi rifiutare alla fusione dei due bassirilievi, portati dal progetto, e sostituire ai medesimi, altro lavoro in marmo ideato da lui; ma non essendosi accettata questa sosti- tuzione ha finalmente convenuto col sig. presidente del Comitato di Cagliari, reso arbitro di questo contratto, di fondersi i due bassirilievi, purchè il comune pagasse al cav. Cambi lire cinquecento, prezzo del bronzo necessario. Questi bassirilievi, sono ora fusi e dicesi essere riusciti bellissimi . 143 Alle modifiche volute dal Cambi furono infatti irremovibili il comitato Oristanese e lo stesso De Castro che pretese che per i due bassorilievi venissero presi a modello i bozzetti del Marghinotti. Per rimediare alla lunga serie di equivoci creati dal Satta Musio, il ringraziamento per l’opera del Falcini sarà un presente composto da otto bottiglioni di vernaccia che il sindaco Corrias farà pervenire all’architetto fiorentino con allegato biglietto: Questa comunale Amministrazione non poteva resta indiffere te alla generosa quanto operosa cooperazione della S.V. Ill.ma per l’esecuzione del monumento alla giudicessa Eleonora, che sarà innalzato in questa città appena rimosso qualche ostacolo che ancora si presenta. Ed è appunto per tale convincimento che d’incarico della medesima debbo esternarle sebbene un po’ tardi per molte ragioni che non occorre qui enunciare, i senti- menti della più viva gratitudine e riconoscenza, al tempo stesso che Le offre le più sentite azioni di grazie. Come pegno poi di tanta nostra riconoscenza La preghiamo di voler gradire il meschino dono di otto bottiglioni del nostro vino, detto vernaccia, che partono oggi e Le verranno consegnati in due distinte casse sino a domicilio. Il dono come detto è meschino per sè stesso, ma diventa grande, se si misura dal merito di chi deve riceverlo e dalla sincerità del cuore di chi dona. 144 143 ASCO S.S., Deliberazioni del Consiglio Municipale, fasc. n.772, cc. 51-52, seduta del 23 luglio 1877. 144 ASCO S.S., cart. 1611, fascicolo 6383, lettera del 17 aprile 1878.

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