Il monumento ad Eleonora d’Arborea

-  66  - di tutti i particolari è sobria e grandiosa allo stesso tempo; l’equilibrio fra le partiture orizzontali e verticali assai bene combinato, gli oggetti convenienti ad attendere quel movimento che sorge dal giusto digradare dei piani. L’effetto dell’insieme poi riteniamo che sarà per riuscire grandioso e che armonizzerà perfettamente colle linee spigliate e decise della bella statua del Cambi. Non esitiamo a dire che fra le molte basi monumenta- li che in questi ultimi tempi si sono ideate, questa del Falcini ci pare una delle più belle. La ristrettezza delle somme di cui poteva disporre il Comitato impedivano all’artista di pen- sare ad uno di quei piedistalli decorati di statue, quale è quello per esempio del Demidoff a Firenze e l’altro del Cavour a Torino. Ciononostante l’abile artista seppe adottare un partito conveniente, svilupparlo con semplicità non disgiunta da ricchezza in tutte le sue parti, ed ottenere uno di quelli effetti che dimostrano la vera forza dell’arte consistere meglio nella buona scelta delle proporzioni che nella profusione inconsiderata degli or- namenti. Per vero dire questo nuovo successo del prof. Falcini non ci fa punto meraviglia, dacchè egli ha abituato un paese difficile in fatto d’arte, quale è la Toscana, a tenerlo per uno dei suoi migliori. Le lodatissime fabbriche da lui immaginate e dirette tanto a Firenze che in altre parti d’Italia, le importanti ed onorifiche missioni ricevute in molte circostanze dal governo, da Municipi e da privati bastano a dimostrare in qual conto egli sia tenuto e come, ben a ragione in quel momento egli abbia a considerarsi quale uno dei più accreditati rappresentanti di quell’arte toscana che si è saputa mantenere fedele alle grandi tradizioni dei suoi maestri. Siamo lieti di poter aggiungere agli sforzi del Cambi e del Falcini per onorare l’eroina d’Arborea volle associare anche i proprii un ricco ed intel- ligente assuntore di Firenze, il sig. Oreste Sandrini, il quale accollavasi l’esecuzione del su descritto basamento al puro prezzo di costo. Bisogna convenire che questa gara di disin- teresse e di talento per parte di speculatori e di artisti è un nuovo omaggio alla grandez- za della simpatica legislatrice e guerriera della Sardegna. Una donna che sa virilmente montare a cavallo per difendere in faccia a prepotenti stranieri i propri diritti, che alla testa dei suoi prodi non si risparmia nella mischia e sa vincere, che dà il codice più civile del tempo al suo popolo e muore soccorrendolo in tempo di peste, è qualche cosa di so- vraumano che seduce la mente del poeta e dell’artista. Non deve quindi meravigliare che essa possa disporre del loro ingegno e del loro braccio, per intessere una corona durevole che riunisca in una sola apoteosi, l’eroina, il suo scultore ed il suo architetto . 138 Con delibera del 10 maggio 1876 dai residui attivi del 1874 viene assegnata la som- ma di lire 12.446,90 per il pagamento del piedistallo. Il Sandrini si mette subito all’opera e già ad aprile del 1876 il lavoro: “ è già a due terzi della sua esecuzione ” 139 . Prontamente il Comune di Oristano, con nota indiriz- zata al Falcini 140 , provvederà al pagamento dell’importo pattuito di lire 6.223,49. La errata convinzione del Satta Musio che l’architetto fiorentino non solo avrebbe gra- tuitamente prestato la sua opera, ma che si sarebbe dovuto interessare dell’incas- samento e della spedizione dei marmi, spingerà il Falcini ad indirizzare al Vivanet, ritenuto l’interlocutore più affidabile, una lettera di rimostranze : La base monumentale di Eleonora è stata già incassata in n. 48 colli e sotto la mia vigi- lanza, e non è stato possibile ottenere diminuzione della spesa che le fu annunciata dal Sandrini in lire 1140. Avendo tenuto in tal proposito carteggio colla sua cara persona la prego di prevenire quei sigg.ri di Oristano per sapere per qual mezzo deve farsene 138 Cfr. Stella di Sardegna , anno I, n. 2 del 12 dicembre 1875. 139 ASCO S.S., Cart.1611, fasc. c127, Lettera autografa Sandrini datata Firenze 14 aprile 1876. 140 ASCO S.S., Copialettere, fasc. 145, lettera del 24 aprile 1876.

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