Il monumento ad Eleonora d’Arborea
- 65 - Questo compito, abbastanza difficile, fu assunto, per sole ragioni di antica amicizia col Cambi, e quindi col più raro disinteresse, da uno dei più bravi architetti di Firenze, il Cav. Mariano Falcini; e noi siamo lieti di dare ai lettori della Stella un’anticipata notizia della bell’opera ideata dall’egregio artista summentovato. Il piedistallo di cui parliamo, non compresi i gradini che lo girano attorno, raggiunge la bella altezza di metri quattro e centimetri settantasei. Esso è essenzialmente formato di due prismi a base ottagona a lati alternati di diversa lunghezza l’uno dall’altro e di cui l’inferiore è molto più grande del superiore, che per mezzo di un plinto sosterrà diretta- mente la statua. Ambi questi basamenti, i quali saranno eseguiti con marmo di due diver- se qualità, bardilio e ravaccione, sviluppano le loro membrature con molta ricchezza di ben intesi dettagli. Bassorilievi in bronzo, relativi alla vita dell’eroica donna abbelliscono le due principali faccie del gran dado inferiore, mentre nel superiore vi corrispondono alcuni riquadri con entro trofei allegorici. Di fronte alle faccie più strette del maggiore prisma si levano diagonalmente quattro pilastrini smussati negli angoli con base atti- ca ed un grazioso capitello improntato allo stile delle decorazioni del tempo. Essi sono alquanto distanti dal nocciolo principale nell’intento assai razionale di alleggerire l’in- tera massa. È su questi pilastrini angolari che appoggiano vagamente, in due diversi at- teggiamenti, quattro leoni cogli scudi, o come si suol dire marzocchi. L’ornamentazione ASCO S.S., cart. 1611, fasc. 6384, c. 42. M. Falcini, bozzetti monumento ad Eleonora. Data incerta 1875?
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