Il monumento ad Eleonora d’Arborea
- 64 - Congiuntamente alla cassa con la statua di Eleonora, nell’aprile del 1875 il Falcini fa pervenire all’amministrazione comunale di Oristano i disegni inerenti la progetta- zione della base monumentale 133 . Nella seduta del 26 maggio 1875 134 , esaminato l’aspetto definitivo del basamento si stabilisce di incaricarsi il Satta Musio di contrattare per la formazione del piedistallo al monumento Eleonora per l’esecuzione della statua . Il consiglio motiverà la scelta convinto dell’interessamento presosi dal prefato cav. Satta Musio per l’esecuzione della sta- tua e persuaso che anche in questa circostanza non lascierà mancare la solerte opera sua . Oltre all’approvazione unanime dell’incarico, viene stabilito anche il tetto di spesa: fissando la spesa entro il limite massimo di lire quattordici mila. Con solerzia il Satta Musio redigerà apposita convenzione nella quale si dà incarico al marmista Oreste Sandrini di Firenze per l’esecuzione della base monumentale per la statua di Eleonora d’Arborea compresi i quattro marzoc- chi che debbono poggiare su altrettanti pilastrini angolari. 135 Con puntigliosa raccomandazione che: essa dovrà essere eseguita a rigor d’arte nelle forme e dimensioni determinate dai dise- gni ideati dal prof. Cav. Mariano Falcini che si considerano per tal rispetto come facienti parte del presente capitolato e sotto la direzione artistica del predetto prof. Falcini che volle gentilmente assumerla. 136 All’amico Filippo Vivanet, uno dei protagonisti silenziosi della complessa vicenda del monumento, il De Castro chiederà una opinione artistica che verrà pubblicata nel dicembre del 1875 su La Stella di Sardegna 137 , giornale diretto da Enrico Costa e nel quale il canonico oristanese prestava la sua collaborazione: Nessuno fra quanti s’interessano al lustro del nostro paese, ignora certamente come dopo molti e molti secoli di ingiusta e vergognosa indifferenza, il nome della regina Ele- onora, già rivendicato dall’oblio per opera della storia, debba in breve rivivere per mano dell’arte, chiamata a riprodurne le gentili ed animose sembianze. Il Prof. Ulisse Cambi valente scultore di Firenze, dopo essere stato vincitore in un pubblico concorso, condusse in marmo una statua grande oltre il vero, che essendo ora già arrivata, aspetta di sorge- re da un momento all’altro in una piazza appositamente preparata da quel municipio. L’egregio lavoro, eseguito dall’abile mano di un provetto e riputato artista, domandava evidentemente una base monumentale, dalla quale potesse torreggiare l’imponente fi- gura dell’Eroina arborense. 133 ASCO S.S., cart. 1611, fasc. 6384, c. 41. 134 ASCO S.S., Deliberazioni del Consiglio Municipale, fasc. 769, seduta del 26 maggio 1875. 135 ASCO S.S., cart. 1611, fas. 6384, cc. 108-110, convenzione Sandrini del 15 novembre 1875, vedi appen- dici documentarie p. 241. 136 Ivi. 137 Per una più completa valutazione sull’importanza del periodico sassarese vedi B. Murgia, in Politica e società ne “La Stella di Sardegna” pp. 223-227 in Minori e minoranze tra Otto e novecento , Av.Vv. Cagliari, CUEC, 2009.
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