Il monumento ad Eleonora d’Arborea

- 63  - 4. Il piedistallo Fin dalla costituzione del Comitato guidato dal De Castro, al piedistallo venne data la stessa importanza della statua del futuro monumento ad Eleonora. Il parere del Marghinotti, che riteneva indissolubile nel monumento la presenza a commento del- la vita di Eleonora di quattro bassorilievi, venne fatto proprio dal De Castro che nella comunicazione al Consiglio comunale del novembre 1864 così si esprimeva: sarebbero però da accettarsi fin d’ora i bassi rilievi da lui [il Marghinotti] ideati, siccome quelli che accoppiano in modo singolare all’esattezza storica la bellezza del concetto. Perché però l’espressione di tali bassi rilievi importerebbe un spesa ingentissima, il co- mitato fu d’avvviso di differirla a tempi migliori, prendendo però mente fin d’ora che nella costruzione del piedistallo si lasci nei quattro angoli l’incavo sufficiente a potervi allocare le quattro lastre di marmo, sempre quando si voglia e si possa. 126 In una visione modesta del monumento, legata alle offerte ricevute, i materiali avrebbero dovuti essere reperiti in Sardegna sopra un piedistallo lavorato qui stesso in Sardegna con la pietra granitica di Macomer. 127 Il successivo coinvolgimento del Comitato di Cagliari e le più copiose elargizioni ricevute non portarono una sostanziale modifica dell’idea primigenia. Il canonico Spano, Antonio Caboni e Eugenio Aruj, figure perite del Giurì, mantengono fermo il concetto del connubio statua-basamento con bassorilievi, ma l’armonizzano con l’idea di statua e tengono a modello i quattro disegni 128 che il pittore cagliaritano consegnò al De Castro nel 1864: In una statua sola, che deve rendere ai presenti ed ai posteri, un concetto d’Eleonora d’Arborea, lo scultore sarebbe chiamato a far troppo e riescirebbe indubitatamente a poco. L’arte giunge in suo aiuto coi bassorilievi, i quali volendosi restringere al possibile ultimo, dovrebbero essere per lo meno due. Un monumento ad Eleonora senza l’aggiun- zione esplicativa di due tra le più stupende cose di sua vita, sarebbe un anacronismo, una cosa strozzata ed impossibile . 129 Argomentazioni recepite dal Cambi che a febbraio del 1872 invia un bozzetto 130 fir- mato Adriano Falcini 131 dove fa bella mostra il bassorilievo relativo ad Eleonora alla battaglia di Sanluri, di chiara impronta marghinottiana. Nella convenzione firmata dal Cambi inoltre si legge: Oltre alla statua lo scultore Cambi modellerà e farà fondere sotto la sua direzione due bassi rilievi di bronzo da collocarsi sull’imbasamento e rappresentanti due fatti salienti della vita dell’eroina, cioè la promulgazione della Carta de Logu e l’assalto del castello di Sanluri. Dessi bassi rilievi dovranno essere disegnati e fusi in modo da armonizzare col resto dell’opera e a tenere delle buone regole dell’arte, tanto per la parte tecnica come per l’estetica. 132 126 ASCO S.S., cart. 1611, fasc. 6383, c. 1, lettera del 15 novembre 1864. 127 Ivi. 128 Ivi. 129 Ibidem. 130 Cfr. Relazione del Giurì Artistico 131 Cfr. Mariano Falcini, vedi al capitolo I protagonisti , p. 205. 132 ASCO S.S., cart. 1611, fasc. 6384, c. 7 .

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