Il monumento ad Eleonora d’Arborea
- 56 - dell’autore … “ed i tempi d’attuazione:” Lo scultore Ulisse Cambi riceverà per prezzo della statua... lire ventimila in sei rate divise nel modo seguente: la prima e la seconda insieme, a modello finito, la terza a statua incominciata a preparare nel marmo, la quarta a sboz- zatura finita, la quinta a smodellatura avanzata la sesta alla consegna nello studio dello scultore . 108 Individuando inoltre le modalità per il controllo e la verifica dello stato di avanzamen- to dell’opera: il momento di spedire le rate verrà determinato per mezzo di certificato e spedito da per- sona di fiducia del Comitato a ciò espressamente delegata. Per far fronte agli impegni economici, Peppico Corrias, tesoriere del Comitato di Ori- stano, ritirerà i buoni del tesoro (in questo modo erano state investite le somme rac- colte) per depositarli presso la Banca Agricola Sarda 109 filiale di Oristano: perocché non mancando al contratto per l’esecuzione del monumento che la firma dello stesso scultore, riescirà per tal modo facile il far avere al medesimo le rate dell’onorario pat- tuite per mezzo di cambiali realizzabili a Firenze presso la Direzione della stessa banca. 110 Gli amministratori oristanesi ed in particolare Peppico Corrias dimostreranno in questa vicenda lungimiranza ed accortezza. Usi a gestire la cosa pubblica con parsi- monia e rigore, sempre attenti alla consistenza finanziaria ed al bilancio del proprio Comune, caratteristica delle fortune imprenditoriali del ricchissimo Corrias, avran- no col Cambi e col Satta Musio un rapporto talvolta conflittuale a causa del ritar- do nel pagamento delle somme pattuite. Il trasferimento delle somme avverrà solo dopo la doppia certificazione e dei corrispondenti locali e delle autorità preposte in campo artistico. Perché il Cambi possa entrare in possesso delle prime tre rate per un tota- le di diecimila lire, il Corrias pretende adeguata e convincente certificazione. Documentazione che in maniera inequivocabile certifichi l’autenticità del pro- getto come indicato dal Giurì e la sua trasparente esecuzione da parte del Cam- bi. A Tommaso Lazzerini 111 , marmista con bottega a Carrara, spetta il compito di scegliere il blocco di marmo ravaccione e di iniziare i lavori di smodellatura. Operazioni che durano oltre un anno tanto che ad ottobre del 1873 richiede una certificazione 112 dell’andamento del proprio lavoro all’autorità artistica preposta in Carrara. 108 Ibidem . 109 La Banca Agricola Sarda nasce il 19 Dicembre 1870 emeno di unmese dopo è autorizzata ad esercitare il credito agrario. La prima emissione da 30 Lire riporta la data del 10 Febbraio 1871 e la città della prima sede: Firenze. Dall’anno seguente invece la banca opera a Roma, fino al 1877 anno in cui la sede è defini- tivamente spostata ad Oristano. Le tre città compaiono su tutti i tagli emessi dalla Banca (due tipologie di 30 lire, 100 e 250 lire), mentre l’unico biglietto sul quale, con diverse date, compaiono tutte le città delle rispettive sedi è quello più comune da 30 lire. Tutte le banconote furono commissionate alla Bradbury Wilkinson di Londra. La vita di questo istituto, in seguito alla crisi finanziaria e ad investimenti che esula- vano dall’agricoltura portarono ad un lento fallimento. La circolazione delle banconote della Banca Agri- cola Sarda si può considerare terminata al 1892, anche se la stessa scompare definitivamente nel 1906. 110 ASCO S.S., Deliberazioni del Consiglio comunale, fasc. 768, p. 547, seduta del 4 maggio 1872. 111 La bottega Lazzerini, vedi al capitolo I protagonisti , p. 284. 112 ASCO S.S., cart. 1611, fasc. 6384 c. 17.
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