Il monumento ad Eleonora d’Arborea
- 52 - professore nell’Accademia di Belle Arti di Firenze e maestro di uno dei più grandi scul- tori moderni, il professore Dupré. Tenute presenti tutte le circostanze espresse di sopra, il Giurì ha dato incarico al suo segretario per la compilazione del relativo rapporto, che approvato dei membri, indicante le precise ragioni della scelta e certi principi che debbono regolare l’esecuzione della statua e dei due bassorilievi, sarà spedito a tutti gli artisti concorrenti e reso quindi di pubblica ragione. Sarà inclusa in detto rapporto la condizione precipua, che il Cambi a cui è stata affidata l’opera, prima dovrà tra- smetterne il relativo bozzetto per le ulteriori possibili osservazioni. 95 Così si rivolgeva Giuseppe Turco, segretario del Giurì, ad Antonio Satta Musio, presi- dente del Comitato di Cagliari: Eccovi la relazione artistica 96 , approvata e sottoscritta, per il monumento ad Eleo- nora d’Arborea. Presentatela voi ai Comitati di Cagliari e d’Oristano, i quali debbono compiacersi sapendo che fissata una scelta, non resta da fare che l’ultimo passo per giungere alla realizzazione del voto. E questo passo è l’esecuzione del monumento. Però insistete ancora. Gli artisti, più che qualunque altra gente di questo misero mondo, soffrono il mal delle lungaggini… 97 La relazione a stampa, in tutto tredici pagine, frutto del lavoro che i componenti del Giurì avevano svolto tra il 1870 e 1871, è un fondamentale tassello perché se- gna la fine del periodo, lungo dodici anni, di elaborazione concettuale: terminato il reperimento delle risorse finanziarie utili all’intrapresa si dà inizio alla sua pratica trasposizione. Sono pagine da cui traspare la felice mediazione di istanze ed aspet- tative diverse provenienti dai Comitati di Oristano e Cagliari: immutata rimane la concezione politica e culturale dell’ideazione iniziale che vede quale custode il De Castro, che non a caso imporrà quale presidente del Giurì il suo fraterno amico Giovanni Spano e indicherà tra i componenti il pittore Antonio Caboni, di cui era un entusiasta estimatore fin dai tempi del periodico La Meteora ed Eugenio Aruj primo “fotografo” sardo. Il Comitato di Oristano, e per esso il suo Consiglio comunale, continua a te- nere la gestione amministrativa e naturalmente la scelta della destinazione fina- le dell’opera. A quello di Cagliari, o meglio al Satta Musio, la parte burocratica e di rappresentanza. Sintesi che è rispecchiata anche nella composizione del Giurì dove è presente l’ingegner Pietrasanta indicato dalla componente del Comitato di Cagliari e Giuseppe Turco, giornalista con funzione di segretario, alle dipendenze del Satta Musio, co-proprietario del giornale Corriere di Sardegna. 95 Cfr. Corriere di Sardegna , a. VII, n. 205 del 27 settembre 1870. 96 La relazione del Giurì è stata vittima innocente di una serie di fraintendimenti storici e mediatici che si sono accumulati nella memoria collettiva degli oristanesi tanto da diventare fatti notori, e nei decenni successivi acquisire patente di veridicità, complici storici distratti. Per mettere a tacere quel: « ho sentito dire », frutto di marchiani errori di comprensione del testo, in questo volume è pubblicata integralmente la relazione del Giurì Artistico come appendice documentaria a p. 227. Di seguito proponiamo una let- tura commentata del testo per facilitarne la comprensione. 97 Cfr. Relazione del Giurì Artistico pel Monumento da elevarsi in Oristano ad Eleonora d’Arborea, Tipogra- fia dell’Avvenire di Sardegna-Cagliari, 1872, per gentile concessione della Biblioteca Universitaria di Sassari. Vedi appendici documentarie p. 227.
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