Il monumento ad Eleonora d’Arborea

-  48  - 3. La statua Dato inizio all’ambizioso progetto con la nascita del Comitato per l’erezione del monu- mento, avviata la raccolta delle offerte dandone la massima pubblicità con un apposito manifesto, nelle riunioni del Comitato presieduto dal canonico Salvator Angelo De Ca- stro non mancarono le riflessioni su come dovesse essere rappresentata la sarda eroi- na, complici le discussioni familiari che avevano per protagonista il volto di Eleonora. Era infatti argomento ancora di stretta attualità nonostante fossero passati solo tre anni dal clamore mediatico scaturito dal ritrovamento del ritratto di Donna Leonora, tanto da registrare autentici pellegrinaggi delle donne oristanesi a casa di Pietro Mar- tini, detentore del ritratto. Questione tanto importante da porre in obbligo al De Castro di informare il Consiglio comunale sulle modalità che si apprestavano ad approntare. Nella comunicazione del 15 novembre 1864 91 , il De Castro dà notizia al Consiglio che secondo riscontri avuti da persone perite si potrebbe avere una statua, maggiore per un terzo della statua naturale, per il valgente di lire 10 a 12 mila; e si spera anche meno mediante l’esperimento del concorso . Tra le persone perite il riferimento al Marghinotti è d’obbligo, anche perché il cav. Marghinotti 92 , onore della sarda pittura, non pago d’avere contribuito a quest’opera con lire 20, volle eziandio favorirci un disegno della medesima, quale il suo bel genio l’ha concepita: disegno che si contiene in questi bozzetti che ho l’onore di consegnarle. Credo che non si starà di molto in dubbio sulla elezione da farsi delle due statue, mentre risalta agli occhi di tutti la dignitosa espressione che scorgersi in una di esse. Ciò però non fu che si chieda l’adito alla presentazione di bozzetti anche migliori sia per espressione, sia anche per maggiore semplicità. La consulenza prestata gratuitamente dal Marghinotti, sarebbe stata un corollario in- dispensabile e uno dei capisaldi della costituenda commissione. La scelta del De Ca- stro di interpellare il Marghinotti aveva a fondamento oltre che l’amicizia che li legava da più di trent’anni anche la stima per le capacità artistiche, essendo questi considera- to il massimo esponente della pittura sarda. Il canonico oristanese aveva la certezza di annoverarlo tra i componenti, e questo sarebbe stato il primo segno tangibile del con- vinto coinvolgimento del mondo culturale sardo. La collaborazione si interrompe con la morte del pittore cagliaritano avvenuta due soli mesi dopo il dono dei bozzetti e dei disegni della statua di Eleonora. Nella stessa lettera inoltre il Comitato ritiene di aver esaudito il desiderio della municipalità e di aver assolto al compito affidato dal Con- siglio Comunale. De Castro conserverà i disegni del Marghinotti: sia dei bassorilievi, sia della statua e di un successivo modello in gesso, ancora presenti in casa degli eredi Spiga nel 1980, come documentato da Peppino Murtas nel volume Eleonora d’Arborea ed i cento anni del suo monumento 93 . 91 ASCO S.S., cart. 1611, fasc. 6384 c. 2. 92 Vedi al capitolo I protagonisti p. 161. 93 È plausibile l’ipotesi che il comitato si riunisse a casa del De Castro. Questo spiegherebbe perché siano stati rinvenuti nel 1980 nella casa di proprietà dei Sotgiu Gajas, discendenti della nipote prediletta del canonico oristanese Giuseppina Spiga. Il Giurì si riunirà a Cagliari, e al presente non conosciamo dove e a chi siano stati consegnati tutti i verbali e le appendici relative. Che i disegni appartengano ad un periodo precedente alla nomina del Giurì si evince anche dalle misure della statua e del basamento riprodotto nel modello in gesso.

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