Il monumento ad Eleonora d’Arborea
- 46 - Un’invenzione del Satta Musio è il Comitato per la lotteria. Presto è coinvolto il mondo salottiero della più grande città dell’Isola, nel quale il Satta Musio che è tra i presenzia- listi più assidui contribuisce in maniera determinante alla organizzazione e allo svol- gersi di questa grande kermesse . Per la bisogna, istituisce una pletora di commissioni speciali: (quella della vidimazione dei biglietti, del piano della lotteria, per dirigere lo smercio dei biglietti). Per darne la maggiore diffusione possibile farà stampare dalla tipografia del suo giornale un opuscolo 89 con l’organigramma del Comitato e dei sotto comitati, nel quale inserisce maliziosamente il Comitato di Oristano dopo quello di Ca- gliari e delle speciali commissioni. Fa diventare presidentessa onoraria del Comitato delle patronesse la duchessa di Genova, ponendole però a capo Efisia Serra nata Nater e quale segretaria Marianna Serra, rispettivamentemoglie e figlia di don Ciccio Serra 90 , che in qualità di Presidente della Corte d’Appello di Cagliari è anche il suo superiore. Al Comitato di Oristano però renderà giustizia il prefetto di Cagliari Elena che nel decreto di istituzione della lotteria ribadisce la paternità dell’iniziativa Art. 2. Il prodotto dei biglietti della lotteria, tosto dedotte le spese e liquidati i conti, sarà versato nella cassa del Comune di Oristano che si è fatto promotore, e si è addossato l’inca- rico di provvedere alla erezione di un monumento ad Eleonora d’Arborea. La lotteria fu un fiasco colossale: a fronte di un valore degli oggetti di 40 mila lire e alla conseguente emissione di 40 mila biglietti al costo di una lira l’uno, ne furono venduti meno di un terzo (12 mila) e alle casse del Comune di Oristano arrivò una somma di circa 7.000 lire, risultato di gran lunga al di sotto delle aspettative per gli amministra- tori oristanesi che contavano in una somma molto più cospicua così da poter com- prendere anche il pagamento della base monumentale. Gli elevatissimi costi sostenuti per tale iniziativa (5 mila lire a fronte di un incasso di circa 12 mila) servirono più per alimentare il clima festaiolo e godereccio degli associati cagliaritani, che per l’intento patriottico per il quale era stata istituita la lotteria. 89 Cfr. “ Catalogo degli oggetti offerti per la lotteria a beneficio del monumento ad Eleonora d’Arborea” , Ca- gliari, Tipografia del Corriere, 1868. 90 Francesco Maria Serra, nato a Uta nel 1804, deputato del Regno di Sardegna e senatore del Regno d’I- talia. Di famiglia aristocratica, il Conte Serra si laureò in giurisprudenza presso l’Università di Cagliari e sposò ancor giovane Efisia Nater, anch’essa nobile, dalla quale ebbe quattro figli: Michele, sostituto pro- curatore generale, Marianna, Giacomo che intraprese la carriera militare e Ignazio che divenne consi- gliere della Corte d’appello. Serra stesso ricoprì varie cariche: fu avvocato fiscale, Presidente della Corte d’appello di Cagliari, Primo presidente onorario della Corte di cassazione e Presidente del Consiglio divisionale del capoluogo sardo dal 1849 al 1857.Dal 1848 al 1861 fu deputato del Regno di Sardegna nelle legislature I, III, IV, V, VII e VIII nelle file della Destra; il 31 agosto 1861 fu nominato senatore del Regno d’Italia, istituzione di cui fu anche Vicepresidente dal 6 novembre 1873 al 21 febbraio 1876. Si spense a Cagliari il 27 agosto 1884. Clamorosa fu la bocciatura di un suo progetto di legge riguardante la soppressione delle Corti d’Appello di Nuoro ed Oristano e il loro accorpamento rispettivamente a Sassa- ri e Cagliari. La battaglia parlamentare dell’Asproni e del Parpaglia, unitamente alle dimissioni di molti sindaci dell’Isola, tra i quali quelli di Nuoro e Oristano. Fu apostrofato come nemico della Sardegna dal Corrias, che non gli perdonò di esser ricorso alla nomea di città insalubre e mefitica per giustificare la soppressione della Corte d’Appello di Oristano.
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