Il monumento ad Eleonora d’Arborea
- 45 - Intanto il Comitato essendogli mancata la speranza di maggiori offerte, crede suo dovere di rivolgersi al Consiglio pregandolo di volersi occupare di questa pratica in occasione del bilancio comunale che va a discutersi, e ne starà attendendo per sua norma le opportu- ne deliberazioni. Il Comitato nutre fiducia che l’onorevole municipio nell’assumere a sé il compimento di quest’opera, nella quale toccano a lui le prime parti, non si lascierà vincere nè in entusiasmo, né in sentimento di patria dignità, da tutti coloro che al primo suo invito gli stesero fraternamente la mano, e vollero cooperare al suo nobile progetto con generosi sagrifizi. E che il medesimo perdurerà irremovibile nell’impegno preso con tanta pubblici- tà, di erigere un monumento a quella nostra grande concittadina, forse la più grande fra quante eroine vantino le storie, chiarendo col fatto che l’alto suo disegno se fu l’effetto d’un generoso slancio del cuore, fu pure frutto d’una matura deliberazione. Niuno nega che l’a- prirsi della ferrovia prepari un lieto avvenire anche a questa città. Tocca ora al Municipio renderla degna, oltre agli altri espedienti con mostrare a quanti verranno a visitarla il simbolo della sua passata grandezza nel monumento eretto alla memoria di quella subli- me donna che ebbe quivi i natali. 83 Il De Castro ha la consapevolezza, essendo di casa nei salotti buoni di Cagliari, che senza l’apporto determinante del mondo culturale ed accademico sardo l’iniziativa avrebbe avuto un successo locale, limitato tutto al più ai villaggi del vecchio Giudicato d’Arborea. Per questo coinvolge il suo carissimo amico Giovanni Spano, capace, con la sua rete di collaboratori, di far da cassa di risonanza; ma soprattutto di partecipare attivamente all’elaborazione di un progetto culturale vero e proprio. Se Regaldi 84 ha la felice intuizione delle accademie letterarie, lo Spano curerà l’a- spetto artistico, mettendo in piedi il Giurì che il De Castro aveva subito ipotizzato, e a contorno pensa di dar corpo a delle pubblicazioni di presa popolare e di carattere di- vulgativo, tuttemirate ad esaltare la specificità identitaria. Ne è un esempio il progetto, poi accantonato, di dare alle stampe un volume dal titolo “ Di alcuni giochi equestri in feste popolari in Sard gna ” presente tra le carte dello Spano 85 . I rapporti con la stampa furono tenuti fino al 1868 dal De Castro, che utilizza la Gazzetta Popolare per amplificare le iniziative del Comitato, non ultima e meno importante la rendicontazione delle liste degli oblatori, ritenuti a tutti gli effetti, i veri protagonisti dell’impresa, tanto da essere nominati col proprio cognome, il proprio stato e l’entità dell’offerta. Questa prima fase si chiude con la delibera consigliare nella quale si mettono a bilancio 4.000 lire, utili per raggiugere l’agognata somma di 12 mila lire, con la quale erigere il monumento secondo gli auspici del Marghinotti 86 e del De Castro 87 . Sulla spinta del successo, più mediatico che finanziario dell’accademia letteraria del Regaldi, nel 1868 il centro degli avvenimenti, complice il trasferimento a Sassari del canonico De Castro e con il beneplacito e l’autorizzazione del consiglio comunale di Oristano 88 , si sposta a Cagliari. 83 ASCO S.S., cart. 1611, fasc. 6384, ibidem . 84 Giuseppe Regaldi, vedi al capitolo I protagonisti , p. 190. 85 Il manoscritto rinvenuto dalla dottoressa Giuseppina Cossu nel Fondo Autografi, ms. 48/3099.1, verrà pubblicato da Raimondo Zucca e Maura Falchi nel volume, Storia della Sartiglia di Oristano , Oristano, Editrice S’Alvure, 1994. 86 Giovanni Marghinotti, vedi al capitolo I protagonisti , p. 187. 87 ASCO S.S., Copialettere, fasc. 139, prot. n. 45 del 1865. 88 ASCO S.S., Deliberazioni della Giunta Municipale, fasc. 766, del 22 giugno 1866.
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