Il monumento ad Eleonora d’Arborea
- 41 - 2.1 . Il Manifesto d’associazione per un monumento ad Eleonora D’Arborea Fin dall’incipit del Manifesto d’associazione per un monumento ad Eleonora D’Arbo- rea appare evidente lo spirito fortemente identitario che il De Castro intende ren- dere protagonista del manifesto, rimarcando inoltre la peculiare provenienza arbo- rense, forte del turbinio delle carte d’Arborea, che permettono una riscrizione della propria storia: Da forti padri forti figli si creano: l’adagio è antico ma pieno di verità, e gli annali del Giudicato d’Arborea ne porgono una splendida e incontestabile testimonianza. 73 Non fatti sporadici o frutto di avvenimenti fortuiti, ma una solida e plurisecolare tradizione portata avanti da singoli interpreti cha faranno la storia di casate, dinastie in un perpetuarsi di regalità, dando origine alla stirpe dei Mariani: Poche illustri e potenti famiglie vantar possono in ogni tempo quello spirito di governo e di valor militare che predistinse così altamente la stirpe dei Mariani: ad ogni pagina della storia sarda noi vediamo germogliare da quest’inclita pianta frutti di virtù e di coraggio. Nobiltà di carattere, sensi magnanimi, virtù guerresca, alto senno legislativo, coraggio indomabile, amor di patria indipendenza sono le doti precipue, onde mirabil- mente rifulse codesta stirpe d’eroi. 74 Ed ecco che con una immagine quasi dantesca Eleonora, « come tanti raggi in un sol foco» si erge, cogliendo e concentrando in sé le virtù, sparse su tanti valorosi duci per lungo corso di secoli, sul capo di una donna, che è fuor d’ogni dubbio la figura più grande e più luminosa di tutta la sarda storia. Eleonora, la potente figlia di Mariano IV, l’impavida consorte di Brancaleone Doria, la sapiente legislatrice, il terribile flagello di Aragona, la più temuta spada della patria indipendenza, delizia e amore del suo regno, fu donna di tanta virtù e coraggio, che in lei lo splendore della vita accrebbe senza misura lo splendore del diadema. 75 Pronto il richiamo alla fama che gli storici e letterati tributano in quegli anni, alla sarda eroina Non havvi storico non straniero, il quale o raccontando, o leggendo le magnanime gesta di si gran Donna non abbia provato un senso d’ammirazione e d’amore. “All’elevazione della sua anima - dice lo storico Mimaut- Giustiniano della Sardegna, all’esercizio di tutte le virtù domestiche, e al talento di governare, univa Eleonora un perfetto discernimento, il dono di conoscere uomini, e l’arte di far contribuire ciascuno dei suoi sudditi al bene dello Stato secondo i propri mezzi e le proprie facoltà”. “Dopo un tempestoso - così il Valery - ed impotente saggio di repubblica, Ugone IV ebbe per successore la principessa Eleonora, sua sorella, figlia di Mariano il grande, una delle più grandi donne della storia, la quale ha in sé riunito le diverse glorie della sovranità, mentre pose fine ad una rivoluzione, fu legislatrice e vittoriosa degli Aragonesi, ed am- pliò colle armi il suo stato. Vivamente mi rincrebbe non aver trovato in Oristano, né la sua tomba, né cosa alcuna che ne ricordi la memoria. 73 Cfr. “ Manifesto d’Associazione per un monumento ad Eleonora d’Arborea ”, Cagliari, Tip. Timon, 1863. Vedi appendici documentarie p. 215 74 Ivi. 75 Ivi.
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