Il monumento ad Eleonora d’Arborea

-  36  - Dopo due anni di silenzio spetterà al giovanissimo Francesco Enna Floris, non più nei panni di sindaco, di fare propria la proposta del Polla, presente in questa circo- stanza in aula: In seguito prende la parola il consigliere Enna Floris per far osservare che fra gli oggetti da discutersi nella presente seduta vi è pure quello riflettente la proposta da lui fatta per l’erezione di un monumento alla Giudicessa d’Arborea. Le forti ragioni, dice egli, lo indus- se ad avanzare tale proposizione, non meno sono quelle che lo consigliano di chiedere al Consiglio la facoltà di poterla ritirare, manifestando però il desiderio che sia dessa an- noverata fra gli altri oggetti che la Giunta Municipale avrà a preparare per la prossima sessione d’autunno. 65 La devastante alluvione, dal popolo chiamata S’unda manna , che riversandosi sulla città nel dicembre dello stesso anno sommerse gran parte del centro di Ori- stano, portò all’amministrazione del Comune pesanti incombenze per far fronte a tutti i problemi che si presentavano nell’emergenza 66 . Il clima di grande solidarietà che si respirava nei mesi successivi distolse l’attenzione della comunità oristanese sulla proposta dell’Enna-Floris. Per due anni non si hanno tracce di iniziative, pro- ponimenti od intenzioni circa un riconoscimento formale dell’eroina per eccellenza di Oristano. Negli ambienti dell’intellighenzia oristanese, molto si parlava e si leggeva di Ele- onora, sia per il formarsi del clima di revanche storica che in tutti gli ambienti del regno stava montando, sia perché sono gli anni in cui i “ falsi di Arborea" ancora col- piscono nel profondo gli animi non solo degli studiosi, ma in un crescendo popolare anche la fantasia dei sardi. Testi che influenzeranno l’opinione pubblica, contribuen- do ad accrescere quel clima diffuso di orgoglio per un passato glorioso che sarà ter- reno fertile per una riscoperta identitaria prima ancora che italiana, sarda. L’idea del monumento ad Eleonora, dopo una lunga elaborazione concettuale, che innanzitutto stabilisce la portata nazionale dell’opera nel 1858 con l’intervento del Polla, viene abilmente supportata dal De Castro che nel riproporre alle stampe la vita d’Eleonora d’Arborea 67 , ne amplifica la dimensione storica e identitaria contribuendo a dare un respiro più ampio al progetto e ad inserirlo nel contesto sardo e nazionale. Non solo gli amministratori sono fortemente convinti dell’importanza dell’opera, ma anche le donne oristanesi, mogli e figlie degli stessi consiglieri, che faranno da importantissi- ma cassa di risonanza. Dunque furono i consiglieri comunali di Oristano, fattisi carico con una delibera- ta e lungimirante scelta politica, a scegliere i loro uomini migliori in un mix di rigore amministrativo e di capacità di mediazione, tutti consapevoli di impegnarsi in una azione di vera e propria reintegrazione storica della illustre concittadina, eletta a propria eroina, per secoli trascurata. Tema conduttore che troveremo più volte sot- tolineato, soprattutto nei momenti di difficoltà. La coscienza civica è il motore di questa azione risarcitoria che all’inizio assume i connotati di una non nascosta voglia di indipendenza, comunque della consapevo- 65 ASCO S.S., Deliberazioni Consiglio Municipale, fasc. n. 760, p. 176, seduta del 11 giugno 1860. 66 Cfr. M. Solinas, S’Unda Manna (La grande onda) Oristano: fonti memoria e cronaca della grande allu- vione del 9 dicembre 1860 , Ghilarza, ISKRA Edizioni, 2015. 67 Cfr. S.A. De Castro, Nuovi codici di Arborea con una biografia d’Eleonora , Cagliari, Tipografia Nazionale, 1849; 1860.

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