Il monumento ad Eleonora d’Arborea

- 29  - dipendenza, si farà carico di questa iniziativa, interrotta con la sua morte nel 1875 e prontamente ripresa e portata a termine da Vandalino Casu 53 nel 1884. Sempre nel 1869 sarà ampliato l’ospedale di San Martino. Dal 1849 i primi tratti di illumi- nazione pubblica saranno incrementati e modernizzati con studi di Cadolini. Nel 1861 viene varato il regolamento di polizia municipale e viene ampliato il Tribunale mandamentale, nel 1863 viene attivato il Macello comunale. Nel 1862 inizia il lungo iter, durato oltre vent’anni, del nuovo acquedotto: svanito il sogno a lungo cullato da Peppico Corrias di inaugurarlo nelle stesse date delle feste per lo scoprimento della statua di Eleonora d’Arborea, esso diventerà realtà due anni dopo nel 1884 e sarà l’ultimo atto del Corrias da amministratore. Nel frattempo, 1869, si provvede a nominare il veterinario responsabile dell’igiene delle carni. A questa imponente mole di iniziative portate a compimento, fanno da contralta- re le occasioni mancate, i sogni svaniti, i rimpianti e le battaglie perse. Tutti progetti ed idee ancora oggi modernissime, che avrebbero contribuito in maniera decisiva alla nascita di una nuova città. I dinieghi dello Stato centrale, le impuntature e le gelosie di parte dei parlamen- tari sardi, e la mancanza di una forte capacità di persuasione politica, tarperanno le ali al sogno di avere una infrastrutturazione moderna nella quale il collegamento della città al mare era lo snodo fondamentale. Tra il 1852-1870 non prenderà corpo la richiesta di un canale caricatore che congiunga Oristano con il golfo. In alternativa lo stesso Cadolini propone in parallelo, anch’essa negata, una linea ferroviaria che raccordi la Gran Torre con la città. Nel 1854 si reclama la classificazione a porto di seconda classe. Nel 1859 viene inoltrata al Governo la richiesta che anche il porto di Oristano sia servito una volta al mese dal servizio postale con nave a vapore. Nel 1863 l’amministrazione, per penuria di denaro, chiederà al Cadolini di soprassedere ai suoi studi in fase avanzata di progettare il porto dentro lo stagno di Santa Giusta; nell’anno seguente avanza analoga richiesta perché siano abbandonati quelli per il rettilineamento del Tirso. Nel 1866 Oristano è capofila degli oltre quaranta comuni aderenti al Consorzio del porto marittimo di Oristano. Già nel 1869 si ipotizza la strada Oristano-Tortolì. Nel 1869 la linea omnibus su rotaie (dall’Imbarcadero alla Gran Torre) ideata da Diego Contini che fu anche appaltatore e costruttore dell’o- pera, sarà funzionante solo per il primo tratto, dalla stazione a piazza mercato, per- corso presto caduto in disuso. Verranno invece portati a compimento i progetti di Cadolini relativi al ponte sul Tirso a cinque arcate (1868-1870), quelli sulla strada Oristano-Gran Torre, e il maggiore per importanza: il tratto ferroviario che colle- gherà San Gavino ad Oristano (1861-1872). 53 Valentino, Alberto, Daniele Vendelino, (Vandalino) Casu (Oristano, 1824 - 1894). Quinto di sei figli del maestro sartore Antonio, nato a Scano diocesi di Bosa e di Isabella Palmas di Oristano. Orfano all’età di 4 anni vivrà gran parte della sua vita a Cagliari; ritiratosi dal lavoro di sarto nel 1875 fa ritorno ad Oristano dove può dar libero sfogo alla sua passione artistica lavorando la creta. Nel 1881 termina il suo pantheon laico erigendo una statua di Eleonora d’Arborea ai cui piedi pone il busto di Giovanni Spano, Salvator Angelo de Castro e Peppico Corrias.

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