Il monumento ad Eleonora d’Arborea

-  28  - Agli ingegneri civici verrà dato incarico di studiare il livellamento della citta (1866) con il piano d’ornato di piazza Mercato – l’attuale piazza Roma – e della prospicien- te piazza San Sebastiano (1869); saranno profondamente trasformate le vie Nuova, Cea Cucu e Bingiaregumannu (1864); sarà poi sollevata la piazza Mariano e la via Sant’Efisio (ora via Vittorio Veneto); si costruirà quindi la via Imbarcadero (il trat- to dell’attuale via Vittorio Veneto che dalla chiesa di S. Efisio porta alla stazione), funzionale alla provvisoria stazione ferroviaria(1869-1872); il vecchio quartiere di su Brugu , sarà collegato con la nuova via Othoca (1873-1880), a Porta Mari , di fatto togliendo dall’isolamento parte del vecchio quartiere di San Lazzaro, borgo medio- evale che prendeva il nome dalla omonima chiesa situata in prossimità dell’odierno mercato civico di via Costa. Le Leggi Eversive contribuiranno in maniera determinante al riequilibrio fun- zionale della città dei Mariani. Le istituzioni statuali, spesso restie alle istanze della municipalità, negano l’acquisizione di una parte degli immobili, con decisioni inopi- nate e riconducibili a personali convinzioni dei funzionari dello Stato succedutisi in quegli anni. Il conflitto tra Stato e Chiesa permette di spostare il centro effettivo del governo, eredità dell’ Ancien Régime, dalla via della Cattedrale, dove era ubicato l’episcopio, alla piazza della Città, all’attiguo piazzale degli Scolopi e alle vicine via del Carmine e via San Domenico: nel primo, dopo la requisizione delle Scuole Pie, si insedieranno il tribunale, il municipio, il ginnasio e la biblioteca comunale. I Reali Carabinieri sa- ranno alloggiati nell’ex convento del Carmine, già sede della Sotto Prefettura, mentre il Demanio dello Stato occuperà il complesso di San Domenico. Il convento di San Francesco diventerà acquartieramento della milizia e poi distretto militare. La chie- sa di San Giovanni Evangelista con annesso omonimo convento nell’attuale piazza Manno verrà demolita per far posto al Regio Liceo Ginnasio, prontamente intestato a Salvator Angelo De Castro. Nel 1869 sorgerà nella piazza Eleonora il nuovo carcere mandamentale, nato sulle rovine del vecchio palazzo giudicale; l’anno successivo vi si aggiungerà la sezione femminile. Costante sarà l’attenzione degli amministratori a realizzare opere di interesse sociale, sulla scia della trasformazione moderna di stampo risorgimentale, a par- tire dalla particolare attenzione riservata alle sepolture con il primo regolamento funzionale del 1848, cui seguirà un secondo nel 1858, mentre nel 1860 un’area sarà destinata al seppellimento dei praticanti culti diversi da quello cattolico, la così detta “sepoltura degli anatolici”. Nel solco della tradizionale filantropia borghese, molta cura e attenzione sarà data alla sopravvivenza dei più deboli. Nel 1849 si predispone una lista comunale per poveri inabili al lavoro, nel 1861 la lista lavori pubblici nei quali sono impegnati i cittadini poveri, nel 1864 viene riadattato un locale per ricovero maniaci (Manico- mio) e infine nel 1867 viene varato un regolamento sul servizio ai poveri. Particolare sarà il coinvolgimento della città, clero compreso, per l’istituzione del Ricovero di mendicità. Nel 1869 Giovannico Busachi 52 , già volontario nella prima guerra d’In- 52 Giovanni (Giovannico) Busachi (Oristano, 1825-1875), volontario della prima guerra d’Indipendenza, ferito nella battaglia di Custoza, al rientro in città si dedica al collezionismo antiquario. Fonda una so- cietà per l’istituzione del ricovero di mendicità. Fu trovato cadavere nella sua grande vigna a ridosso del Tirso colpito dal suo stesso fucile.

RkJQdWJsaXNoZXIy MjA4MDQ=