Il monumento ad Eleonora d’Arborea
- 27 - 5. Il lavoro dei probi amministratori Per meglio comprendere la portata delle iniziative intraprese dalla classe dirigente basta osservare i cambiamenti avvenuti nella Oristano dell’Ottocento, gran parte dei quali nel trentennio 1850-1880. Non iniziative sporadiche, ma un ben architettato disegno supportato ed elaborato da una cultura di matrice liberale, indebolito e li- mitato nel suo sviluppo dal centralismo statuale. Una costante penuria di fondi ne- cessari alla esecuzione ed al completamento dell’elaborazione politica è il leitmotiv che ritorna prepotente nelle delibere del Consiglio comunale, il filo rosso che lega molti interventi dei consiglieri comunali e che possiamo riassumere in una frase ricorrente nei verbali del Consiglio comunale: “ quando le finanze del c mune lo per- metteranno .” Il controllo serrato degli atti da parte della Sotto Prefettura obbliga a richiedere di procrastinare le decisioni a tempi migliori e rinviare quindi gli atti già deliberati. Le proposte e le iniziative che il Comune farà proprie, nel solco della peculiarità pri- ma risorgimentale poi Unitaria dell’Italia del secolo XIX, sono tutte ispirate al miglio- ramento sociale, civile ed urbanistico. Nella sfera dell’istruzione, grazie all’apporto determinante del De Castro, vedo- no la luce le scuole tecniche (1853), la scuola femminile (1856) il ginnasio (1860) le scuole serali (1861), l’asilo infantile (1863), la biblioteca comunale (1867). Le scuole per gli operai e per le loro famiglie nascono per iniziativa della locale Società Operaia di Mutuo Soccorso nel 1875. Non avrà invece seguito l’interessante progetto di scuole tecniche per falegnami, carpentieri e muratori, proposto da Pietro Cadolini nel 1863, e finalizzato all’arrivo della ferrovia. Nell’ambito della cultura, il 1853 vede nascere la scuola di musica, mentre nel 1856 sorgono la banda musicale e la filodrammatica. Nel 1868 viene istituita la pi- nacoteca comunale, il cui intento dichiarato è la conservazione e la tutela del patri- monio pittorico dei conventi, passato al Demanio dello Stato in seguito alla rigida applicazione del corpus giuridico che prende il nome di “ Leggi eversive dell’asse ec- clesiastico ” 50 . Nel 1871, nello storico casino di lettura nasce una scuola di ballo e nel 1874, dopo dodici anni di gestazione, diventa realtà il Teatro San Martino. Preponderanti sono gli interventi per un riassetto di carattere urbanistico, inteso nella sua accezione più ampia, che trasformeranno il paese di Oristano in una delle cento città della Italia post unitaria 51 . Nel 1854 la città è dotata di una linea telegrafi- ca ed a dirigerla è chiamato Giuseppe Busachi. Con l’adozione di un regolamento edi- lizio e del nuovo impianto catastale (anni 1854-1859) e del nuovo piano regolatore (1856-1969) si attuano in maniera sistematica la selciatura delle strade cittadine (1859) e si volge lo sguardo alla parte della città fuori le mura con il riempimento della palude attigua alla piazza Mariano detta di Cea Cucu (1859) e dei canali di Bin- giaregumannu , l’attuale via Vinea Regum (1862). 50 Il Regio Decreto 3036 del 7 luglio 1866 completa l’iter legislativo iniziato nel 1855 con Siccardi che riordina la gestione patrimoniale e legislativa della Chiesa, quest’ultimo nega la capacità patrimoniale a tutti gli ordini, alle corporazioni, alle congregazioni religiose regolari, ai conservatori ed ai ritiri che comportassero vita comune ed avessero carattere ecclesiastico. 51 Riconoscimento dato con quattro pagine sul supplemento al n. 11922, Le cento città d’Italia del giornale Secolo , a. XXXIV Milano 30 giugno 1899.
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy MjA4MDQ=