Il monumento ad Eleonora d’Arborea

-  22  - 3. Gli uomini Con l’introduzione del modello istituzionale di stampo liberale la borghesia entra a pieno titolo nel circuito politico dello Stato, alla base del quale operano le am- ministrazioni periferiche, primo terreno d’azione per la nuova classe dirigente, nei limiti di quei margini ristretti di autonomia comunale di cui è rappresentante. I municipi rappresentano pertanto un osservatorio privilegiato per l’indagine storiografica poiché delineano uno degli spazi dove le classi dirigenti dominanti si innestano, si consolidano e agiscono percorrendo due strade parallele e, in qual- che misura, complementari. In ambito locale quel poco di notabilato che ne è ri- masto, si muove a tutela dei propri interessi cetuali allo scopo di conservare l’ege- monia sulla società civile, mentre nei rapporti con le istituzioni centrali esso mette in atto una difesa della residuale autonomia ereditata dalla dominazione spagnola. Alla nascita del Regno d’Italia, Oristano contava pochissime figure di nobiltà spagnola (Paderi-Areso, Valentino, Spano, Enna), detentori, come ultimi eredi, dei titoli comitali e baronali, ed inoltre pochi rappresentanti della nobiltà sabauda e dell’ulivo 39 (Sequi, Passino, Serra-Lutzu, Carta, Boyl, Boi, Cordiglia, Ponti, Carche- ro, Mameli, Cugia); ma il nerbo della vera borghesia cittadina sono i rappresentan- ti della nobiltà Albertina (Corrias, Carta, Enna-Floris, Poddigue, Sini,Tolu, Campus e Gallisay), a cui si aggiunge il mondo delle professioni: i farmacisti (Orrù, Seu), gli avvocati (Busachi, Bichi, Salis, Pinna-Cappay, Era, Dettori, Murgia e Manconi), i medici (Dessì, Bosio); quanti si distingueranno nel commercio: Melchiorre Coghe, vice console nel 1862 di Svezia e Norvegia e il suo socio Gerolamo Beretta, Onorato Arduino (fondatore con il conte Pietro Nieddu della Società di mutuo soccorso e di istruzione fra gli operai 40 ), Fortunato Loffredo, Bonaventura Verdura, Diego Conti- ni, i fratelli Benedetto e Vandalino Casu. Ci sono infine le immigrazioni legate alle professioni: i medici Giovanni Falconi e Francesco Spano ed i primi imprenditori agricoli tra i quali primeggiano i Buschettu, i Falchi, i Carta-Coro, i Contini, i Car- ta-Marongiu, i Cabitza, i Matta ed i Camedda. È dunque mediante l’esercizio del potere politico che la borghesia intrapren- de il suo percorso di ascesa in qualità di protagonista della fase postunitaria, di norma identificando il proprio ruolo sociale con l’agire politico. Il deputato e poi senatore Salvatore Parpaglia svolge la funzione di principale punto di raccordo tra la città e le istituzioni nazionali: le sue reti amicali sostengono e contribuiscono solo in parte alla formazione di una componente della classe dirigente locale im- pegnata nell’amministrazione del Municipio. Tra le peculiarità della borghesia oristanese va segnalata l’inclusività sociale strettamente connessa al fenomeno immigratorio territoriale e professionale; su questo terreno assumerà un ruolo rilevante l’apporto dato da figure provenienti dalla Planargia (Baldino, Massidda, Passino, Delitala, oltre allo stesso Parpaglia), dal Cagliaritano (il farmacista Raffaele Seu, l’architetto Pietro Cao, gli avvocati Antonio Chichi ed Ambrogio Del Giudice), i medici (Giovanni Falconi e Francesco 39 Termine usato per indicare la nuova nobiltà, il cui accesso al titolo era dato dalla piantumazione di ulivi nei propri possedimenti. Regio Editto del 3 dicembre 1806 “ portante diverse provvidenze dirette a promuovere la piantagione degli li i ”. 40 Di seguito SOMS.

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