Il monumento ad Eleonora d’Arborea

- 21  - Artefice di questo episodio fu Salvator Angelo de Castro che, sconfitto se pur di misura, nella sessione elettorale del 1857 34 dal canonico Antonio Sotgiu, futuro arcivescovo di Oristano, convincerà il Corrias, suo fedelissimo amico, a cimentarsi in quella tornata elettorale, inaugurando la “tradizione dell’alternanza”. Dal 1848 al 1860, Oristano a palazzo Carignano, sede del Parlamento subalpino, sarà sempre rappresentata, ora dal De Castro 35 , ora dal Corrias 36 . Nella IV Legislatura, una delle più rilevanti del primo decennio del Parlamento subalpino, i due parlamentari oristanesi siederanno insieme nel lato sinistro del Parlamento, entrambi testimoni della stessa fede politica di catto- lici liberali 37 . L’avvio dell’Unità d’Italia costituisce per l’ élite oristanese più che un momento di svolta una vera e propria conferma dell’avvenuto ricambio sociale della borghesia sul vecchio notabilato, legittimata dall’azione amministrativa e dal contributo, non solo ide- ale, offerto durante il Risorgimento. In città si completa la sostituzione dei vecchi nota- bili di stampo prevalentemente aristocratico sopravvissuti ai passati regimi, anche per il mesto estinguersi di casate plurisecolari protagoniste fin allora della vita politica, una su tutte quella dei Paderi-Areso, con la morte di Maurizio nel 1860 38 . Il clero oristanese l’anno prima, complice il motto “né eletti né elettori”, si autoesclude dalla vita politica rinunciando incomprensibilmente al ruolo che fino allora aveva esercitato nella società. Presto sarà sostituito nelle più importanti iniziative filantropiche ed umanitarie permet- tendo alla nuova classe dirigente di legittimare la propria egemonia culturale. L’ingresso di nuovi soggetti nel quadro delle amministrazioni locali determina per- tanto il riassetto delle tradizionali gerarchie del potere politico a favore di una classe dirigente guidata dagli uomini della città legati essenzialmente al mondo delle profes- sioni e a quello della proprietà fondiaria. I centri urbani si configurano come una sorta di laboratorio borghese in cui, pur nella lentezza di un processo che si compirà solo negli ultimi due decenni del XIX secolo, l’ élite proveniente dal ceto medio si rivela in grado di generare un fortissimo intreccio tra professionismo e potere. 34 Collegio Busachi (già Oristano III), risultati del 15 novembre 1857: Sotgiu Antonio canonico, voti 155; De Castro Salvator Angelo, voti 133. (Fonte Archivio Storico Camera Deputati). 35 Salvator Angelo De Castro sarà parlamentare nella, I, II, III, IV e V Legislatura del Parlamento subalpino. 36 Giuseppe (Peppico) Corrias sarà parlamentare nella IV, V, VI e VII Legislatura del Parlamento subalpino e nella VIII Legislatura del Parlamento italiano. 37 L’appartenenza a questo schieramento, se è nota per il De Castro, per il Corrias ci viene confermata dal giornale ultraconservatore cattolico La Civiltà Cattolica , che a margine della elezione del Corrias osser- va: «che mi dicono sia un buon cattolico, il quale riuscì deputato», anno IX, vol. XI, Roma, pp. 367-368. 38 Maurizio Paderi, terzo conte di Sant’Anna, (Oristano 1805-1860). Figlio di Don Raimondo e di Caterina Scardaccio, percorre la carriera militare con poco successo, per anni di stanza a Cagliari dove occupa la casa della nonna materna. Questo è l’estratto del suo ruolo matricolare: « Cadetto nella 3ª compagnia delle Guardie del Corpo, 18 luglio 1825 Sottotenente in dette, 18 luglio 1829, tale nel reggimento Caccia- tori Guardie, 4 aprile 1830 Luogotenente in detto 16 marzo 1836 Tale effettivo in detto, 1 aprile 1838 Ag- gregato in detto reggimento, 23 giugno 1842 Riammesso in servizio in detto, 11 marzo 1843 Capitano nel 18° reggimento fanteria (B. Acqui), 22 luglio 1846 Dispensato da ulteriore servizio colla paga di riforma di annue £. 600, 23 giugno 1848 Ha fatto la campagna di guerra dell’anno 1848 per l’Indipendenza d’Italia» . Fu più volte consigliere comunale. Il tenore di vita, le amicizie e forse le simpatie politiche faranno dire ad Antioco Polla in una corrispondenza col De Castro: « Da tre giorni abbiamo addosso venti, pioggie, freddo, tre furie cacciate dall’i ferno dall spirito di don Maurizio Paderi, che vi discese, qual visse ».

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