Il monumento ad Eleonora d’Arborea
- 20 - Momenti di importante coesione patriottica e politica ben documentati dalle corri- spondenze nel giornale “Indicatore sardo”, per Oristano descritte da S.A. De Castro. 28 A questo triennio di entusiastica adesione al progetto giobertiano, seguirà un ‘de- cennio di preparazione, espressione mutuata dagli storici per definire il quinto de- cennio dell’Ottocento. Dopo la comune esperienza nella IV legislatura (1849-1853), una delle più importanti del primo decennio del Parlamento Subalpino, seguiranno anni utilizzati per accumulare importanti esperienze amministrative, politiche e fare la conoscenza dei più grandi interpreti del Risorgimento italiano (Gioberti, Cattaneo, Garibaldi, Cavour, Sella, Sineo, Depretis, Saffi). Questo nuovo importante palcoscenico di politica nazionale ai due oristanesi tor- nerà utile negli anni a venire, ma soprattutto consentirà di intrecciare una fitta rete di amicizie, coltivate con intelligenza e rispetto, in particolare dal De Castro, permettendo loro di entrare a far parte integrante ed attiva di quella élite continentale, accomunata tutta da impulsi di leale patriottismo, di consapevoli sentimenti di italianità. Spetterà al Corrias il compito di trasferire queste nuove istanze della gestione della cosa pubbli- ca nella difficile realtà comunale nella quale erano ancora evidenti le scorie dell’ Ancien Régime . Una terza figura si affianca per importanza al Corrias e al De Castro: l’avvocato Francesco Enna Floris 29 , sindaco per la prima volta a soli ventisette anni (dal 1857 fino al 1861 e di nuovo dal 1867 al 1870, anno della sua morte), personalità che meritereb- be un’indagine più approfondita alla luce delle iniziative da lui intraprese a beneficio della città. Sotto la sua gestione si formulano e si elaborano le più interessanti e lungi- miranti iniziative urbanistiche dell’Ottocento nella città di Eleonora. Lo strumento di legittimazione delle nuove classi dirigenti nell’ambito delle strut- ture dello Stato liberale è essenzialmente costituito dalla pratica elettorale. Oristano non fa eccezione. Pur persistendo la peculiarità di un clero abituato ad imporre tutto il suo peso e la sua rilevanza politica e culturale, l’ élite cresce e si fortifica scegliendo di contrapporsi ad esso in maniera frontale. Il culmine di questo scontro si avrà nelle elezioni politiche del 1858 quando i liberali sardi con a capo Giuseppe Pasella 30 can- dideranno Peppico Corrias nel Collegio Oristano I 31 contrapponendolo al sacerdote Giacomo Margotti, 32 uno dei redattori del giornale ultraconservatore “L’Armonia”. La schiacciante vittoria ottenuta dal Corrias e una così bruciante sconfitta per il paladi- no del Papa Re, indurrà il clero oristanese a ritirarsi dalla scena politica comunale 33 , fino ad allora occupata in maniera massiva ed a tratti ingombrante. 28 Al termine dell’esperienza del giornale La Meteora , il De Castro continua l’attività giornalistica fornen- do la propria collaborazione ad alcuni giornali tra i quali L’Indicatore Sardo dei fratelli Martini, Il cittadi- no italiano , Il Corriere di Sardegna , L’Indipendenza italiana , La Sentinella e come direttore de Il Tirreno . 29 Francesco Enna Floris (Oristano, 1830-1870). La morte avvenuta il 24 luglio 1870, probabilmente a causa di una febbre terzana ( recepto ob vimmorbi ), gettò nello sconforto la città e i suoi amministratori, che impiegarono sei mesi per individuarne il sostituto nella figura dell’avvocato Francesco Angelo San- na Podda. 30 Giuseppe Pasella (Cagliari, 1801-1885). Magistrato e giornalista scrisse tra l’altro sul L’Indicatore Sardo e su La Meteora . 31 Collegio Oristano I: risultati 11 luglio 1858: Corrias cav. Giuseppe, voti 666; Margotti Giacomo sacerdo- te, teologo, voti 300. (Fonte Archivio storico Camera dei Deputati). 32 Giacomo Margotti (Sanremo, 1823 - Torino, 1887); sacerdote e giornalista fondò nel 1848 L’Armonia , quotidiano soppresso dal Cavour nel 1859 e rinato nel 1863 col titolo L’Unità cattolica . Propugnò la causa dell’astensionismo cattolico. Sua la frase: «Né eletti, né elettori». 33 ASCO S.S., Copialettere fasc. 134, biglietto del 16 settembre 1859.
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