Il monumento ad Eleonora d’Arborea

- 19  - 2. I prodromi oristanesi Vittorio Angius nel 1845 così descrive la disaffezione degli oristanesi per la cosa pubblica: mentre in altri luoghi le persone primarie e più considerate si onorano di essere iscritte nella matricola de’ savi del comune, in Oristano, e in qualche altro luogo, quasi nessuno si esibisce e accetta volentieri, non già perché si ricusi un servigio gratuito, ma piuttosto per- ché non si vuol portare il peso di molte sollecitudini, fastidi e dispiaceri, e farsi de’ nemici. 24 Un primo momento di svolta ad Oristano si ha nel 1846, quando, sulla scia degli entu- siasmi mal riposti per gli avvenimenti che porteranno alla Perfetta Fusione 25 e alla pro- mulgazione dello Statuto Albertino, 26 viene eletto sindaco Peppico (Giuseppe) Corrias. Il trentenne avvocato, alla sua seconda esperienza di sindaco dopo quella del biennio 1842-1843, fresco di titolo nobiliare, è il rappresentante di punta della nuova élite ori- stanese, che nasce anche per un processo generazionale; tutti i protagonisti dell’Otto- cento oristanese nati intorno agli anni venti, si son formati culturalmente sposando le idee del federalismo giobertiano e attingendo poi a piene mani alla cultura liberale. Uno degli indiscussi interpreti dell’Ottocento oristanese, Peppico Corrias, parte- cipa in qualità di sindaco alla deputazione votata dal Consiglio comunale col compito precipuo di perorare le istanze del territorio, in particolare lo spinoso problema di arginare e rettilineare il Tirso 27 . L’inconcludente missione che si sarebbe dovuta recare a Torino nel dicembre del 1847 non impedisce al Corrias di acquisire da quei fatti una fondamentale esperienza, utilissima per l’impegno politico che profonderà al servizio della città. Nei giorni della proclamazione dello Statuto (febbraio 1848) Oristano si ad- dobba a festa e tante saranno le manifestazioni di entusiasmo che vedranno partecipi i giovani futuri amministratori della città. 24 V. Angius, sub voce “Oristano” in G. Casalis, Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale degli stati di S.M. il Re di Sardegna, Cassone, Marzorati, Vercellotti tipografi Torino, 1833-1856, pag. 37. 25 Tra il 29 novembre ed il 20 dicembre 1847 si compì la così detta “fusione perfetta” tra i sudditi piemon- tesi di Carlo Alberto di Savoia ed i sardi. La cessione di sovranità fu operata non già dagli organismi legittimi sardi, ma, sostanzialmente, dal notabilato e dall’intellighenzia sarda a cui si associarono, con grandi manifestazioni di giubilo, tutte le maggiori città dell’Isola che in questo modo speravano di ot- tenere dalla casa reale e da Carlo Alberto, l’accoglimento delle improrogabili istanze territoriali atte al miglioramento delle condizioni economiche e sociali dei territori. 26 Lo Statuto Albertino si componeva di 81 articoli, 22 dei quali erano riservati per le prerogative del Re, al quale era attribuito il potere esecutivo nominale, la sovraintendenza del potere giudiziario, la par- tecipazione al potere legislativo insieme al Parlamento. Il sistema di rappresentanza era bicamerale: il Senato era composto da membri nominati a vita dal re; i princìpi essenziali dello Statuto Albertino sono: la libertà di pensiero, di parola e l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; il potere esecutivo riservato esclusivamente al re; il potere legislativo condiviso con il Parlamento; il potere giudiziario affidato a magistrati di nomina regia; la responsabilità dei ministri solo di fronte al re; la dichiarazione della religione cattolica come religione di Stato. Per una bibliografia essenziale: · cfr G. Melis Storia dell’amministrazione italiana (1861-1993), collana Le vie della civiltà, Editore Il Mulino, edizione 2007. · cfr C. Ghisalberti Storia costituzionale italiana 1848/1994 , Editore Laterza, settima edizione 2010. · cfr A. De Bernardi - L. Ganapini, Storia dell’Italia Unita , Collezione Storica Garzanti, Edizione 2010. 27 Archivio storico del comune di Oristano (di seguito ASCO) S.A., Deliberazioni del Consiglio Municipale, fasc. 500, cc. 71-72 del 22 novembre 1847, cc. 90-93 del 27 novembre 1847, cc. 93r-94 del 29 novembre 1847.

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