Il monumento ad Eleonora d’Arborea
- 13 - CONSIDERAZIONI Per molti fatti, rari certamente per lo passato, si accerta ogni dì più lo elevarsi dello spirito pubblico nell’Isola nostra. E tra questi, la seria preoccupazione che si ha per le grandezze nazionali, disseppellendo monumenti storici, illustrando le gesta degli eroi che furono, constatando la lotta viva, incessante, che la Sardegna sostenne per resistere ad un dominatore straniero e mantenersi italiana, sono la prova più potente del senti- mento onorevole che anima tutti quanti. La città d’Oristano, sede di antico splendore, ed ove si svolsero le più grandi gesta degli avi nostri, ne dà un altro recente ed incontrasta- bile esempio con un programma che qui appresso pubblichiamo, si fa appello generoso da un zelante comitato composto delle più rispettabili persone del paese, per la erezione di un monumento ad Eleonora di Arborea, la donna forte per spirito, per intelligenza, per marziale valore, modello di virtù e di civile sapienza. Erigere codesto monumento in Oristano è giustizia; concorrervi è un dovere per tutti i Comuni dell’Isola; è opera che attesta al mondo, comprendere la Sardegna quanto altri, se non di più, quale e quanta fosse la gloria di codesta potente giudicessa che seppe resistere ad una delle prime poten- ze allora del mondo, per serbare un governo nazionale e la patria indipendenza, opera che diventa perciò una protesta di più della Italianità dell’Isola. 1 Il cappello che l’articolista del giornale “La Gazzetta Popolare” scrive nel 1864 introdu- cendo il Manifesto d’associazione per un monumento ad Eleonora d’Arborea , sintetizza nella sua essenzialità gli obiettivi politici che questa iniziativa si proponeva e che nel secolo successivo si sono prima dimenticati e poi perduti. Tant’è vero che gli oristanesi hanno sempre dato per scontata la presenza del monumento di Eleonora, anteponen- do la parte scenica, quella dell’evidenza e del luogo comune, trascinati, consapevol- mente o meno, da molti intellettuali militanti che si sono attardati in letture super- ficiali e di parte, privilegiando l’ipotesi che ad Oristano questo monumento sia come piovuto dal cielo e accettato passivamente, quale retaggio dell’indole stanca emalarica dei suoi cittadini. Responsabile principale di questa predilezione al contenente piuttosto che al con- tenuto 2 è stata la “Eleonoromania”, che già nella fase iniziale della erezione del mo- numento ha trasferito il piano della riflessione; questa da storico documentaria si è trasformata in una idealizzazione tutta romantica che ha contribuito non poco alla mitizzazione di Eleonora e alla sua susseguente consacrazione, avvolgendola di un’au- ra di laica santità, anziché sul progetto politico che la ricomprendeva. Alzatosi il sipario, i riflettori sono stati puntati di volta in volta sulle virtù eroiche, su quelle domestiche, legislative ed amministrative della giudicessa, ponendo in se- condo piano, in una diffusa penombra, quelle idealità squisitamente identitarie, parte basilare del progetto iniziale. È proprio nella ricostruzione del tessuto sociale e politico della città di Oristano nell’Ottocento che si ravvisano, prima timidamente e dopo il 1848 in maniera defla- grante, quelle sensibilità etiche e morali che hanno permesso non solo all’ élite , ma a tanti uomini e donne di Aristanis , di elaborare e portare a compimento un’impresa di grandissima rilevanza civica, patriottica e politica, degna di essere annoverata tra i 1 Cfr. Gazzetta Popolare a. XV, n. 5 del 6 gennaio 1864. La Gazzetta Popolare quotidiano politico, vede la luce il 9 aprile 1850 per iniziativa del deputato Giuseppe Sanna Sanna. Una esperienza giornalistica di stampo democratico-costituzionale tra le più importanti dell’Ottocento sardo e fino alla sua cessazione nel 1868, ritenuto il più influente dei giornali allora stampati in Sardegna. 2 Cit. Relazione del Giurì Artistico, vedi appendici documentarie , p. 215.
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