Il monumento ad Eleonora d’Arborea

- 9  - Giampaolo Mele Direttore Scientifico ISTAR Docente all'Università di Sassari Gigi Piredda appartiene idealmente a una sana schiatta di capaci cultori delle me- morie patrie, nella fattispecie: la Oristano dell’Ottocento. L’abnegazione di questi valorosi studiosi locali è al contempo un servizio e uno stimolo per ulteriori appro- fondimenti. Lungi da beceri campanilismi, Piredda si interroga, vuole capire, assem- bla documenti, consulta e intreccia riscontri bibliografici, senza pregiudizi, ma con l’intento di cercare di ricostruire con fedeltà un panorama storico, e storiografico. La mole di dati documentali accampati nel lavoro dell’Autore, già di per sé assume il valore di oggettiva fonte nel campo della documentazione politico-amministrativa riguardo alle complesse vicende del monumento. Si può anche non concordare su alcune analisi, e questo è il bello dei lavori sulla storia, a tutti i livelli. Res non verba : «fatti non parole». Non mi stancherò mai di ripetere il motto dei monaci paleografi di Solesmes, che studiavano i codici liturgici più antichi. Il motto è stato abbracciato dall’ISTAR, come ho rimarcato in un Convegno su Eleonora. Con una precisazione: in primis vale la res , la documentazione, la pubblicazione con me- todo delle fonti, e poi sono ammessi, anzi doverosi i verba , le parole di commento. È giusto parlare, commentare, interpretare, fare esegesi. Ma solo alla luce (o al buio) delle fonti censite, e criticamente studiate. Sembra scontato, ma non è così. Nel corso dei secoli – a parte serie trattazioni – si è stagliata nella storiografia una Eleonora spesso tracciata con mera invenzione, o modellata a uso e consumo di esigenze ideologiche, culturali, politiche del tempo, e persino per banali usi per- sonali di storici totalmente privi di rigore. Dal canto suo, la Eleonora “intagliata in marmo” ad Oristano, e innalzata con so- lenni feste nel 1881, rappresenta il simulacro tangibile di un peculiare momento storico, con mille contraddizioni, sostanzialmente incapace (forse come noi, sep- pure con coscienze e conoscenze scientifiche ben diverse) di cogliere lo spirito dei tempi della Juighissa . La Eleonora in carne e ossa, che va sempre inquadrata nel suo contesto storico, resta in gran parte un mistero. Ma questo vale per le Persone di tutti i tempi - potenti e/o oscure - con le loro complessità, spesso insondabili. Di certo, l’esempio storico della grande figlia del grande Mariano IV, perpetua e ali- menta sempre nuova linfa civica, grazie al suo esempio di buon governo, di coraggio (con nessun complesso verso i potenti, come il re d’Aragona), e di saggezza giuridica ed etico-politica: merce rara, in tutti i tempi.

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