Il monumento ad Eleonora d’Arborea

-  100  - Pur avendone le possibilità non aveva mai forzato le decisioni del Comitato e del Consiglio, vi si era uniformato con disciplina di partito. Ma ora che era il capo dell’Amministrazione, derisa e motteggiata per il continuo procrastinarsi della scelta, sentiva la responsabilità più di tutti di porre fine all’annosa vicenda. La più volte ventilata collocazione del monumento nel piazzale degli Scolopi diventerà realtà a giugno del 1880, complice la poco chiara e nebulosa vicenda della casa del conte Paderi: il Consigliere Parpaglia propone di rompersi gli indugi e prendersi finalmente una riso- luzione, conciliando l’onore del paese colla massima economia, ed in ciò è appoggiato dal consigliere Sircana. Il consiglio vota all’unanimità. Il Sindaco in appresso invita il Consiglio a designare la piazza dove il monumento si dovrà erigere. Il primo ad avere la parola è il consigliere Sircana il quale dichiara essersi occupato seriamente della grave questione ed aver dovuto conchiudere che il paese manca veramente d’una piazza adat- ta alla circostanza e, passate in rassegna tutte quelle che furono sin qua in predicato, le quali, secondo lui, o per l’una o per l’altra ragione o per molte ancora non possono nè debbono adottarsi, si ferma su quella detta degli scolopi, che dovrebbe meglio chiamarsi una larga via, e si dichiara pronto a votare per essa a condizione però che la famiglia Spano ceda una striscia del suo cortile determinata da una retta tra lo spigolo della casa attualmente abitata dall’avvocato Parpaglia e quello della casa ove prima abitava la stessa famiglia Spano, colla demolizione eziandio del terrapieno che esiste lungo il già collegio delle Scuole Pie. Dietro tale proposito il sig. sindaco presenta un tipo redat- to all’insaputa dell’Ingegnere civico che addimostra potersi collocare ivi il monumento senza toccar altro per ora che tutto od anche parte solamente del suddetto terrapieno. Il consigliere Mameli fa conoscere che la famiglia Spano non vuol punto sapere della indicata cessione, collegandosi quel luogo con molte care memorie loro. Volendo perciò conciliare le esigenze dello scultore colle attuali condizioni del Comune, egli propone far- si venire lo scultore, aprirsi la cassa, esporsi per qualche tempo la statua e soprassedersi ancora sulla scelta della piazza. Si oppone a questa proposta il consigliere Parpaglia che non vuole più sapere di sospensioni e che vorrebbe si erigesse d’una volta il monu- mento in qualunque luogo senza feste e senza spese di lusso. Dichiara aver l’Ingegnere civico formato quel tipo dietro conferenza avuta con lui. Si deliberi adunque, ma senza questioni subordinate che sono peggiori delle sospensive. La proposta del Consigliere Mameli, messa a partito, è respinta dal Consiglio con voti tredici contro uno. In appresso il consigliere avv.to Busachi, desiderando che questa eterna questione la si finisca d’una volta e vedendo che il consigliere Sircana, esaminate tutte le piazze, ha proposto quella degli Scolopi, dichiara che coerente a sè stesso, appoggia questa proposta eliminando però la questione subordinata e solo aderendo che sia levato il terrapieno. Questa pro- posta del consigliere avv.to Busachi è messa a partito ed approvata dal Consiglio con voti dieci contro quattro. Ottenutosi questo risultato, il consigliere Parpaglia, propone che senza farsi dipendere l’erezione del monumento dalla condizione apportatavi dal consigliere Sircana, vogliasi ora votare la raccomandazione al sindaco di fare tutti gli offici che crederà necessari per ottenere dalla famiglia Spano l’adesione allo scorporo della striscia del cortile che abbisogna. Anche questa proposta è approvata dal Consiglio con voti tredici contro uno. Finalmente lo stesso Parpaglia propone incaricarsi la Giun- ta municipale di far tosto redigere dall’ufficio d’arte il necessario progetto pel pronto collocamento della statua e questa proposta ancora è appoggiata dal Consiglio con voti dodici contro due . 188 188 ASCO S.S., Deliberazioni Consiglio Municipale, fasc. 772, cc. 32-33r, seduta del 4 giugno 1880.

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