Autunno fredda è la tua voce

22 saluti, il pungolo degli impegni, la nausea di ogni convenzione». È un greve rincorrersi dello spirito, col timore che pervade l’animo dell’Uomo consa- pevole della propria condizione. Come il Nazareno sul Golgota, divino e persona, che prova ripugnan- za per la morte e che invoca, da uomo, la clemenza del Padre. Così Peppetto - dinanzi alla fredda voce dell’Autunno - vive da uomo l’atteso ritorno della primavera. Come «barchetta di carta» si affida al Grande mare - luogo e non luogo prediletto - che al tramonto fa «scarlatto il petto dei gabbiani» e osservando «la lunga ombra» - metafora dell’esi- stenza - si interroga severo «perché ho scordato il pianto e perché sono solo». L’approdo, infine, suggellato dalla benevolenza del «Vecchio Padre». Viatico degli uomini le rive di quel mare, per chi le saprà scrutare con gli occhi di fanciullo, con gli occhi di Peppetto. Antonella Casula Archivio Storico del Comune di Oristano

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