Autunno fredda è la tua voce

20 merate di un registro rigato, sulla cui coperta nera è riportata (in caratteri dorati) la scritta «Verbali dei Sindaci», narrano - talora in maniera prepoten- te, talaltra più riservata - le vicende personali di un uomo, le passioni, le idealità e la concretezza del suo vivere. L’autografo, che era destinato alla pubblicazione postuma, secondo le disposizioni di Peppetto Pau date a Momo Zucca, fu compilato pazientemente dallo stesso Autore nel 1977, poco prima che pren- desse vita un progetto di edizione che avrebbe dovuto contenere le liriche che il Nostro decise di affidare alle stampe mentre era ancora in vita. Un progetto di cui custodiamo la struttura e che corri- sponde a quella selezione di liriche, dattiloscritte e numerate con il virtuoso supporto di Momo Zucca, a testimonianza del cui intervento permangono, oltre alle numerazioni in caratteri romani, non po- chi foglietti (custoditi all’interno del manoscritto) recanti appunti e collazioni con l’ editio princeps apparsa sulla rivista «Il Convegno» del 1969. Un registro che Peppetto custodiva gelosamente nel- la propria casa quasi fosse un compagno fidato, al quale consegnare le manifestazioni del genio e i sentimenti più profondi e nascosti, e che oggi rac- conta l’uomo. Su quel documento a parlare sono le ottantatré liriche manoscritte, secondo la numerazione attri- buita dallo stesso Autore, soffermandosi su argo- menti e situazioni differenti e intercorse dal feb- braio del 1961 al 20 gennaio 1972. Esse vanno a costituire la prima parte di questa pubblicazione: un corpus che ha subito - come si evince dalle ulte- riori versioni dattiloscritte, conservate nel fondo - rimaneggiamenti plurimi e aggiustamenti molte- plici, per mano dello stesso Pau e dei suoi editori. La seconda parte della presente antologia è invece composta da ulteriori liriche dattiloscritte. Rin- venute su fogli sciolti, ma numerate con caratteri romani, esse rappresentano parte del progetto di

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